Saggi musicali italiani
Andreas Giger
School of Music
Louisiana State University
Baton Rouge, LA 70803
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Author: Bottrigari, Ercole
Title: Il desiderio, overo de' concerti di varij strumenti musicali
Source: Ercole Bottrigari, Il desiderio, overo de' concerti di varij strumenti musicali (Bologna: Gioambattista Bellagamba, 1599)
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[-f.A1r-] IL DESIDERIO, OVERO De' Concerti di varij Strumenti Musicali. DIALOGO DEL MAESTRO ILLVSTRO SIGNOR CAVALIERE Hercole Bottrigaro: Nel quale anco si ragiona della Participatione di essi Strumenti, et di molte altre cose pertinenti alla Musica.

[Bottrigari, Desiderio, f.A1r; text: OMNI TEMPORE] [BOTDES 01GF]

IN BOLOGNA. Appresso Gioambattista Bellagamba. M D I C. Con licenza de' Superiori.

[-f.A2r-] ALL' ILLVSTRISSIMO, ET REVERENDISSIMO MONSIGNOR PATRON MIO COLENDISSIMO IL SIGNOR Cardinale Aldobrandino.

DESIDERO, Che l' Opera presente; degno parto del Caualier Hercole Bottrigaro, Illustre, et di molto merito per l'vniuersale cognitione, ch' egli hà di tutte le scienze, et belle arti, e particolarmente della Musica; mi sia mezo ad ottenere e qualche parte della gratia di Vostra Signoria Illustrissima. Et al mio desiderio s' aggiunge certissima speranza appoggiata à quella benignità, che pacificamente concorrendo con la grandezza di Vostra Signoria Illustrissima fà, che ciascuno affettuosamente l' ami, et deuotamente la riuerisca. Onde gliele presento, e confido, che Vostra Signoria Illustrissima per la cognitione che hà, e per lo diletto, che prende della Musica, volontieri la riceuerà; et essercitando la sua benignità, farà [-f.A2v-] degno della sua gratia me, che istantissimamente ne la supplico con farle humilissima riuerenza, e pregar IDIO che riconosca le sue rare virtù; conseruandole, et accrescendole la felicità, et grandezza.

Di Bologna il dì 26. di Ottobre. 1599.

Di Vostra Signoria Illustrissima et Reuerendissima

Humilissimo seruitore

Gratia Lodi Garisendi.

[-f.A3r-] A' Benigni, e Cortesi Lettori.

TANTO, e tale desiderio si accese entro allo animo di Maestro Anniballe Melone nella sua matura età d' intender' e d' imparare le cose teoricali della Musica, che poco ad vn certo modo prezando quelle della pratica; Delle quali egli haueua e cantando, e sonando varij, e diuersi stromenti musicali, e componendo Madrigali, e Motetti, et ad altri anco in publica scuola insegnano, fatto bonorata, et vtile professione: cosi che e nella sua giouentù, e nella virilità si era andato non solamente riparando da' disagi: ma fatto haueua de' beni della Fortuna cumolo tale, che ne gli anni della sua vecchiezza non ha hauuto tema alcuna della Pouertà. Cercaua diligentemente, et ad ogni suo potere di conoscere, di parlare, et di trattare con tutti, e ciascuno di coloro, che di Theorica tale si dilettasse, e di essere anco lui conosciuto e da quelli, e da ognuno per Musico teorico; Donde auuenne, che hauendo egli inteso il Ritorno fatto 1587. dal Signor Caualiere Hercole Bottrigaro; da Ferrara, ou' esso haueua habitato per molti anni; alla Patria: e sapiendo quanto trà gli altri studij delle Matematiche si fusse il Signor Caualiere di questo in particolare della Musica, e pratticamente ne' primi anni suoi giouenili componendo anch' egli assai gratiose Cantilene: e specolatiuamente poi volgendo, e leggendo i libri de' Musici teorici, cosi antichi, come moderni, tanto Greci, quanto Latini, et anco Italiani, preso diletto: si diede con ogni affetto, diligentia, e solicitudine à far virtuoso ossequio, e seruitù a questo Gentilhuomo; che, hauendo già per lungo spatio di tempo auanti hauuto cognitione di esso Melone, e della sua molta bontà cortesemente lo accolse, e con sì dimestica famigliarità li diuenne amico, che delle 24. hore di ciascun dì naturale, per lo meno 3. del giorno la Estate, e 3. della notte il Verno staua il Melone in casa del Suo Caualiere a ragionare continouamente con lui delle cose pertinenti alla Musica, e sua Teorica. Ciò tutto voglio hauerui, Benigni Lettori, narrato à fine, ch' essendo da voi stato veduto questo Dialogo de' Concerti di varij stromenti musicali, titolato IL DESIDERIO, vscito fuore per le stampe, non sono anchora moltij anni, sotto un finto nome di supposititio Autore; non prendiate marauiglia vedendolo hora portare in fronte il vero nome del suo proprio Autore: che e il Signo Caualiere sudetto; il quale ben veramente scriuendo esso Dialogo per istigatione, ò stimolo, et à contemplatione, e compiacenza di esso Melone ve lo introdusse à ragionare sotto 'l verisimile nome, e cognome di Alemanno Benelli; che per Anagramma, ò diciam' trasporto di lettere, non rilieua altro veramente, che Anniballe Melone, si come altro non è il Signor Gratioso Desiderio, che quel Maestro Desiderio introdutto dal dottissimo e Reuerendissimo Zarlino [-f.A3v-] ne' suoi Dialoghi delle Dimostrationi armoniche: ciò è quella intrinseca voglia, et quello affetto, che nasce ne gli animi de gli huomini d' intendere, et di sapere questa, e quella cosa. E benche possa parere per vna risposta del Benèlli à Gratioso; dicendo Voi <non> sareste veramente della famiglia, che voi siete, se non desideraste ogn' hora qualche virtuosa cosa; ch' ei sia veramente cognome: sapiate, che ciò fù detto per verisimile modo di scherzo nel ragionar delle persone insieme. Essendo stato adunque ad istigatione e compiacenza, come ho detto, del Melone scritto il presente Dialogo dal Signor Caualiere si come anco sono stati da lui composti i Tre Dialoghi de' Tuoni, Tropi, ò Modi, et introdutto in quelli alla scoperta esso Melone à ragionare come principal persona: et IL MELONE, et IL MELONE SECONDO; ne' quai si discorre de' tre Generi armonici: E si come anco à contemplatione dello stesso Melone sono stati dal medesimo Signor Bottrigaro tradutti in parlare Italiano non solamente gli Armonici e di Aristosseno, e di Tolomeo; quelli ispurgando dallo migliaia di errori, che si leggono in una Traduttione Latina del Gogauino, e con alcune breui Annotationi dilucidandone molte oscurità; ma la Isagoge, ouero Introduttione, con la Regola armonica di Euclide, e con facili, e breui Demostrationi dichiarata; Oltra di questi la XIX. Diuisione de' Problemi di Aristotele: Il sinopsis, ò diciam' Compendio musicale di Psello: la Musica di Plutarco, quella di Gaudentio, e quella di Alipio; Autori tutti, che scrissero in lingua Greca; della quale il Melone non conosceua pur il Iota: E di quei, che ne hanno trattato Latinamente; per non hauere il Melone in quello Idioma alcuna minima sicurezza: sono stati medesimamente tradutti gli scritti di Martiano Capella, di Censorino, di Cassiodoro, di Beda, e non ha molto, la Musica del Fogliano, e quella anco poi di Boethio: Parue al Melone di poter pigliare buona occasione di farsi conoscere vniuersalmente con la publicatione di questo Dialogo, si come haueua sin' allhora fatto particolarmente con alcune sue lettere al Zarlino, al Reuerendo Don Giouanni di Montoya Spagnuolo, et ad alcuni altri. La ond' ei pregò più volte il Signor Caualiere, et lo essortò à douersi contentare, che si publicasse per le stampe questo Dialogo; si come anco lo hauea pregato, et essortato à conceder, che si stampasse lo vno, e lo altro MELONE: Ma nulla curando il Signor Bottrigaro tal publicatione, e perciò tratenendolo con promissioni, e buone parole finalmente egli impetrò, che fusse publicato questo Dialogo senza nome di Autore; per cosi potere il Signor Caualiere star dietro la tauola, et vdire quel che 'l Mondo ne dicesse. Copiò Maestro Anniballe il Dialogo dall' originale di mano del Signor Caualiere, come era vsato di copiare tutte le altre cose di questo Gentilhuomo, e particolarmente quelle che 'l Melone, come hò detto, instaua che si publicassero; e col mezo del Libraro Pipino lo mandò, perche fusse posto in istampa à Venetia: Ma, per quale accidente non so, quella Copia si perdè nelle mani dello stampatore; Onde al Melone conuenne farno vn' altra, e [-f.A4r-] colà mandarla E perche in questi nostri tempi non si concede il far publicatione, ne stampar libro senza nome di Autore fù conchiuso di publicarlo sotto 'l nome Anagrammato verisimile, e di persona così tolta in impresto e Mascarata. Hauendo poi fapiuto il Signor Caualiere dopò la publicatione di questo Dialogo per alcuni mesi, che lo Anagramma era stato per qual si fusse modo inteso da molti, ne sentì qualche disgusto, e n' hebbe ragionamento co'l Melone: che poi ad vna certa occasione tento per sue lettere, che anchora viuono, il Signor Caualiere assente, che li permettesse lo scoprimento dello Anagramma; Il che da lui per sue lettere in risposta fù per diuersi rispetti concernenti l' honore di quello, consigliato à non lo fare, e tacersene: Ma tuttauia crescendo in lui lo ardore, e voglia immensa, che fusse palese quello essere il nome e cognome suo, <e> percio facendo solicitamente replicate instantie co'l Signor Caualiere di poterlo scoprire: fecesi finalmente deliberatione che si scoprisse lo Anagramma; che era ne' primi giorni solamente inteso dal Signor Caualiere che lo hauea composto, da esso Melone, e dal Signor Fuluio Codibò; con ritornare co'l mezo delle stampe le lettere trasportate al loro vero luogo: E nel titolo del Dialogo (hauessene fatto il Mondo qual giudicio si sia; che per la salda dottrina, e ferme ragioni, sopra le quali è quegli fondato, non può esser se non buono) fusse riposto il nome, e cognome del Signor Caualiere, suo proprio, e vero Autore. Cosi dunque è state hora da vna cosa con la presente dechiaratione, e l' altra con l effetto posta in essecutione. Che è per lo intiero di questa bistoria à voi Cortesi Lettori da me raccontata, non ad altro, che al sudetto fine.

[-f.A4v-] TAVOLA DELLE COSE PIV NOTABILI CONTENVTE NEL DIALOGO.

AMARE i virtuosi è specie di virtù. facciata 1

Accordi di varij strumenti Musicali douer' esser fatto da vn solo buono accordatore. 4

Accordo del Lauto co'l Clauacembalo. 7

Auuertimento primo nel concertare gli strumenti al tutto stabili insieme. 10

Auuertimento secondo nel concertare gli strumenti al tutto stabili con gli al tutto alterabili 10

Auuertimento terzo nel concertare gli strumenti al tutto stabili con gli stabili alterabili. 10

Alie speculationi a chi non vi ha fatto studio esser difficili, ma di qualche diletto a' nobili spiriti. 17

A' musici è necessario saper non solamente la ragione delle Canzoni, che compongano, ma molte altre cose. 24

Abusi de' Musici moderni esser principalmente due. 34

Accordatori d' Organi, spinette, et simili usano di accordare à tentoni. 38

Archicembali, et Arciorgani di Don Nicola Vicentino quanti, et doue si trouano. 41

Academici Filarmonici laudati. 47

BVONO augurio, et suoi frutti. 2

b fa aggiunto per guadagnare il Ditono, ouer terza maggior con D sol re, et il semiditono con Gamma vt. 14

Boethio semplice relatore: ma buono ordinatore delle cose dette da' Musici antichi. 22

Burla di vn Musico moderno per farsi stimare da qualche cosa. 24

b molle di E la mi, depende dal b fa del Sinemmenon. 33

Basso, ouer parte graue esser la base, et fondamento delle altre parti della Cantilena. 50

CERIMONIE Cortegianesche souerchie, et infruttuose. 1

Caldo farsi maggiore per lo ripercotimento del Sole. 2

Cappa leggiera vsata di Estate à questi tempi nostri. 3

Corde de gli strumenti Musicali non hauer molta stabilità. 3

Corde di Metallo patiscono meno la instabilità che le corde d' intestini. 4

Clauacembalo, et lauto perche non si possono accordare insieme perfettamente. [-f.B1r-] 7

Clauacembalo non può sonare vn tuon più basso, ò vn tuon più alto in tutti i luoghi. 8

Consero conseris latino hauer diuersi significati, si come ha diuerse le desinentie del suo tempo passato, et del supino. 9

Concenti esser la propria voce significante vnione di varij strumenti Musicali. 9

Concerti di tutte le specie de gli strumenti, cioè stabili, stabili alterabili, et al tutto alterabili. 11

Consiglio nel far concerti di varij, et diuersi strumenti Musica 11

Cromatico quello che sia. 19

Chiaui della musica finta con b molle in pratica. 20

Cromatico trouarsi in tutti gli organi, et clauacembali. 22

Cromatico di Didimo di specie, che torna commodissimo alla Musica Diatonica Diatona incitata di Tolomeo. 23

Consonanza participate esser manche, et imperfette. 31

Consonanze alterate per la participatione esser supportabili alle orecchie. 36

Concerti Musicali di Venetia. 39

Concerti Musicali de' Filarmonici. 40

Concerti Musicali di Ferrara. 40

Camare de' Musici del Serenissimo di Ferrara. 40

Clauacembalo con tutti tre' Generi Armonici secondo la inuentione di Don Nicola Vicentino. 40

Contaggio grande in Italia. 1575-1576. 41

Compagnie di Cantori oltramontani. 45

Comedianti primi molto accorti, et auuéduti. 45

Concerto in Bologna di persone sopra dette Riuaruoli. 46

Concerto Musicale in somma perfettione. 46

Contrapunti fatti alla mente, et all' improuiso sopra à' canti fermi produrre spesse volte gran confusione. 51

DISCORDANZA d' onde possa nascere. 4

Dechiaratione delle varie specie de gli strumenti Armonici. 5

Diatonico sintono di Tolomeo participato, ouer temperato. 5

Diatonico sintono di Tolomeo prossimo al senso, et alla ragione. 5

Diatonico incitato di Aristosseno. 5

Dimostratione in pratica come il Clauacembalo, organo, e simili suonano due semituoni ineguali, et il Lauto et le Viuole due semituoni eguali. 6

Dubio della pluralità di corde. 13

Diatonico insieme co'l genere Cromatico. 13

Diapason, ouero Ottaua non patisce alteratione alcuna. 13

D sol re aggiunto per acquistar la quarta vera con A re, et la quinta vera [-f.B1v-] con a la mi re, et la terza minore con F faut, et co'l b fa graue il Ditono. 14

Ditono antico Dissonante. 14

Dimostratione fatta sopra il clauacembalo di tre Tetracordi congiunti. 16

Dimostratione de' tasti negri del Clauacembalo. 18

Diesis segno del semituono minore non esser posto bene in b fa per volere reintegrare il [sqb] mi. 18

Differentia del semituono minore, et del semituono supersettecentouentottesimo. 19

Duo di Adriano; che in apparentia finisce in settima. 21

Discorso di Giouanni Spadaro Musico intorno al Duo dì Adriano. 21

Dimostratione del Tetracordo cromatico, et suo principio. 26

Dimostratione di tutto il Sistema perfetto cromatico disgiunto. 26

Dimostratione de' Tetracordi Cromatici congiunti. 26

D sol re esser diuersa nel Diatonico dal Cromatico, e dall' Enarmonico. 27

Difficultà sopra la perfetta intelligentia della participatione non esser intesa se non da chi ha cognitione, et pratica delle proportioni, et numeri armonici. 30

Dimostratione di numeri pertinenti alle voci diatoniche con le aggiunte per la pluralità di corde. 30

Diatonico incitato di Tolomeo, et Cromatico di Didimo communicano insieme. 33

Don Nicola Vicentino rinouatore de' tre Generi armonici. 40

Dame della Serenissima Duchessa di Ferrara per la Musica sua secreta vere simulacri delle tre Gratie. 47

Descrittione di vn nobile, et Eccellentissimo Concerto di Musica. 48

E La mi del lauto esser vnisuono con E la mi, del Clauacembalo. 7

Esperienza del clauacembalo, Organo et simili con Lauti, et Viuole, e tali strumenti per dimostrar la disconuenienza trà loro nè' semituoni. 17

Essacordi di Guido Monaco Aretino. 22

Epiteto di Cromatico quello che importà. 22

Esser poco honore fare le cose, et non saperne la ragione. 20

Essempio vero del far nobili concerti Musicali. 43

FAbricatori de gli strumenti stabili alterabili da fori, et da fiato poco intelligenti dell' artificio loro. 6

F faut del Clauacembalo non esser vnisuono con F faut del Lauto, et della Viuola. 7

Fanciulli fanno miracoli à' nostri tempi nel componere pratticamente le Cantilene. 25

Fiorino Maestro principale della Musica dell' Altezza Serenissima di Ferrara. 42

Frequentare insieme de' Musici, et strumenti fa grandemente perfettare l' armonia. 43

[-f.B2r-] GEneri armonici, et loro specie descrittici da Tolomeo sono al numero di vintiquattro. 6

G sol re ut del Lauto con quello del Clauacembalo essere vnisuono. 7

G sol re vt co'l diesis # del Lauto non esser vnisuono col G sol re ut solleuato del Clauacembalo. 7

Genere Diatonico et Cromatico contenuto dal Clauacembalo, et altri strumenti stabili 13

Gamma ut, aggiunta da' Musici meno antichi, et perche. 17

Gran concerto dell' Altezza Serenissima di Ferrara. 40

Genere armonico essercitato, et non conosciuto. 40

Gratiosa modestia del Maestro di Capella del Serenissimo di Ferrara nello ammonire, et auuertire i Musici del gran Concerto. 42

Gran Concerto di Ferrara non esser mai fatto all' improuiso, ne di ogni compositione. 43

Giudicio grande nel far passaggi sonandosi le Cantilene. 49

INdustria del diligente Sonatore de gli strumenti da fiato. 11

Industria del diligente Sonatore di Viuola, et Lauto. 11

Impossibilità del perfetto accordo de gli strumeuti Musicali. 11

Il Signor Duca Serenissimo di Ferrara trasferirsi in persona ad vdire le proue del Gran Concerto. 43

LOde date dall' amico non deuono esser se non per modestia rifiutate. 2

Lauti, Viuole, et altri strumenti tali secondo la Opinione di alcuni suonano il Diatonico incitato di Aristosseno. 6

Lauto puo sonare vn tuon piu basso, et vn piu alto, che non dà noia al senso. 8

Lodouico Fogliano fu il primo a ragionare delle corde aggiunte. 14

Luzzasco Organista principale del Serenissimo di Ferrara. 41

MOdo di concertare insieme gli strumenti Musicali. 10

Mano di Guido Monaco Aretino. 17

Musica finta che cosa sia. 19

Musica finta con b molli, et suo perfetto Sistema Diatonico diatono incitato di Tolomeo. 20

Musica finta con b molli composta in Cantilene da huomini pratici famosi. 20

Musica finta con b molli in che modo si possa ridurre alla vera. 20

Musica finta con Diesis, et come si possa ridurre alla vera. 21

Musiche finte molto più che a' Componitori pertenersi à' Sonatori per accommodare i cantori abbassando le loro canzoni quanto più li torna commodo. 21

Musici antichi non haueuano per consonanza alcuno de gl' interualli di sotto alla Diatesseron, ne di sopra alla Diapente fin alla Diapason. 23

Musici debbono sapere non solamente la ragione delle canzoni, che compongono: ma di molte altre cose. 24

Musici, che ragionano della Teorica della Musica, vengono burlati e [-f.B2v-] scherniti da' Musici prattici. 25

Music finta nel Genere Cromatico. 28

Musica finta con b molli ne' Tetracordi congiunti Cromatici. 29

Musica finta con b molli ne' Tetracordi disgiunti Cromatici. 29

Musica finta con Diesis, e con b molli ne' tetracordi disgiunti Cromatici diuersa dalla prima. 29

Mida adornato da Apollo delle Orecchie di Asino. 30

Musici prattici, che compongono solamente Cantilene, non sono perfetti Musici. 33

Musici Teorici quali debbono essere. 33

Musica trouata da Pitagora per laudare principalmente gli Dij, et per eccitatione de gli animi nostri. 34

Monocordo, ouer Regola Armonica. 35

Musici diuersi stipendiati dal Serenissimo di Ferrara. 40

Musici Teorici hoggidì esserne pochissimi. 40

Morte di Don Nicola Vicentino. 41

Mastri valenti prouigionati dall' Altezza di Ferrara per tener ad ordine gli strumenti Musicali, et fabricarne de' nuoui. 42

Marauigliosa armonia del gran Concerto di Ferrara. 42

Mouimento de' Sonatori in far passaggi in vn tempo medesimo esser cagion di molti disordini, et perche. 50

ORgani, Clauacembali, Spìnette, Arpe doppie sono di vna medesima specie. 5

Organi, e Clauacembali da Camera collegati insieme, danno grandissima dilettatione al senso dell' vdito. 10

Ordine osseruato da' Musici nel formare i loro tetracordi Armonici. 23

Ordine suuertito da Tolomeo, et da Didimo nel formare alcuni de' loro Tetracordi. 23

Opinione del Fogliano intorno alla participatione. 36

Opinione dell' Autore intorno il ritrouamento della participatione. 37

Opinione dell' Autore del principio della participatione hauer molto del verisimile. 38

Opinione dell' Autore sopra l' accordare gli strumenti, et alle vnisonanze loro. 38

Organo di legno di busso fatto à chiozzola, ouer à voluta con le canne di vn sol pezzo. 40

PRofessori delle Scientie sono obligati à dar conto di quelle. 3

Poca diligentia nell' accordare gli strumenti Musicali. 4

Proua se il Lauto, et Clauacembalo si possono vnire perfettamente insieme. 7

Parlare enigmatico sopra il far concerti. 8

Poca intelligentia de' Musici prattici nel far' i concerti. 7

[-f.B3r-] Protestatione modesta dell' Autore intorno à' Concerti. 10

Participatione de gli strumenti Musicali come trouata. 13

Participatione de gli strumenti Musicali che cosa sia. 13

Pluralità di corde apparenti ne gli strumenti non è altro che una duplicatione delle voci del perfetto Sistema. 13

Pluralità di corde vera che cosa sia. 13

Pluralità vera di corde è per hauer tutte le consonanze nella loro vera forma, et proportione. 13

Proportione del Comma moderno. 14

Piacere, et diletto dell' vdito esser atteso solamente dalla maggior parte delle genti. 4

Pluralità di corde vera non esser quella, che si truoua ne gli strumenti ordinarij. 15

Perfetto Sistema quale, et di quante voci formato. 15

Proportioni delle consonanze composte. 15

Principio de' Tetracordi. 16

Proslambanomenos, ò prosmelodos voce aggiunta da gli antichi Musici. 17

Pietro Aron scrittore di Musica. 21

Pratica Musicale se basti à Componitori moderni. 24

Piace à gli huomini uniuersalmente di farsi stimare anco piu di quello che sono. 24

Prouerbio. 25.29.30.35.39

Pluralità vera di corde, et vtilità del b fa, di E la mi, aggiunto. 29

Pluralità vera di corde, serue ad vn sol genere, che è il Diatonico incitato di Tolomeo. 33

Pluralità vera di corde dà ad intendere bene la participatione. 35

Proue, obedientia, et attentione usate nel gran Concerto di Ferrara. 42

Padouani compagni de' primi comedianti, i quali contauano naturalmente con gran diletto de gli ascoltanti. 45

Proceder della Maestra di un nobile Concerto di Musica. 48

Perfettione della concordanza ne' Concerti nascer in gran parte dal lungo conuersare insieme de' Cantori, et Sonatori. 49

Poco gusto de' Cantori, et de' Sonatori moderni nel far le Musiche loro. 51

QVarantacinque ò piu tasti esser ne gli Organi, Clauacembali, e strumenti altri tali. 13

Quindici corde del genere Diatonico. 13

Quarta lunga, et quinta curta dentro alla ottaua del Sistema Diatonico Diatono incitato di Tolomeo cominciante da Proslambanomenos, cioè A re. 14

Quadrupla, ò disdiapason, ouero quintadecima è il perfetto Sistema. 15

RAunanza di molte genti farsi con gran tardanza. 2

Ragione della diuersità dei semituoni conosciuta da tutti i buoni sonatori. [-f.B3v-] 8

Ricercar di Anniballe Padoano organista per essempio della Musica finta con segni del Diesis. 21

SOnno ne' giorni lunghi, et caldi assalir facilmente gli huomini otiosi. 2

Suggetto principale del presente Dialogo. 3

Strumenti diuersi di Musica apparecchiati per far Concerto. 3

Strumenti male accordati insieme produrre confusione. 3

Strumenti musicali anchora che d' una medesima specie portano difficultà nell' accordarli insieme. 4

Sonatori, et Cantori esser di parer diuerso molte uolte nell' udito. 4

Strumenti al tutto stabili quali siano. 5

Strumenti stabili alterabili quali siano. 5

Strumenti da corde stabili alterabili quali, et come facilmente si possono alterare mediante il buon giudicio de' sonatori. 5

Strumenti da fiato stabili alterabili, et come si possono facilmente alterare. 5

Strumenti al tutto alterabili quali, et come possono vagare quà et là secondo il uolere del diligente sonatore. 5

Strumenti da fiato, et da fori alterabili contenere piu tosto il Diatonico Diatono di Tolomeo, che altro. 6

Strumenti al tutto alterabili quali siano. 6

Strumenti, che suonano diuerse specie d' Armonia quali siano. 6

Strumenti Musicali di specie diuerse non si possono unire perfettamente insieme. 7

Semituon' minore esser meno della metà del Tuono. 8

Significato della parola Concerto. 9

Scherzo sopra le voci Concerto, et Conserto. 9

Significatione della parola Conserto. 9

Semituoni diuersi causano il non potersi unire perfettamente gli strumenti Musicali di uarie specie. 10

Separatione de gli strumenti da corde, et da tasti da quelli da fiato, et da fori. 11

Segno del moderno Diesis #. 18

Semituono in porportione supersettecentouentesima. 18

Segno del [sqb] quadro si ha da porre per reintegrare il tuono della Diuisione. 18

Scrittori, che hanno parlato della participatione. 37

Senso dell' udito è il principale oggetto dell' armonia. 38

Strumenti vsati, et non vsati quali nella camera de' Musici del Serenissimo di Ferrara. 40

Silentio et obedienza esser non solamente di grandissimo decoro, ma di grandissimo aiuto alla perfettione de' Concerti.

[-f.B4r-] Strumenti da fiato vsati ne' Concerti da Donne Religiose con gran marauiglia de' professori eccellenti di quelli. 49

TEtracordo sinemmenon quello che sia. 16

Tetracordo primo detto Hypaton comincia in [sqb] mi. 16

Tetracordo secondo detto Meson comincia in E la mi. 16

Tetracordo terzo, detto sinemmenon, ouer congiunto comincia in A la, mi, re. 16

Tetracordi Diatonici esser formati tutti ad vn modo, et come. 16

Tuono della diuisione quello che sia. 17

Tetracordo Diezeugmenon. 17

Tetracordo Hyperboleon, et i loro principij. 17

Tasti negri, che non sono in molti Clauacembali, e Spinette, et perche. 18

Tuono della disgiuntione di maggior che egli è sempre nella musica vera, nella finta diuentar minore, et perche. 19

Tetracordo Diezeugmenon esser abbassato per un tuono nella Musica finta. 20

Tuono della diuisione abbassarsi per un tuono nella Musica finta. 22

Tetracordo Cromatico come si dimostra in pratica. 26

Tuono della disgiuntione diuiso in due semituoni, et quali. 27

Tastame con la vera pluralità di corde. 31

Tastame del semplice Diatonico Diatono incitato di Tolomeo. 37

Tastatura dell' Archicembalo di Don Nicola per la numerosità sua esser spauenteuole à' sonatori. 41

VIno, et acqua, et Ventarole per rinfrescare fare officio contrario alla intentione di chi se ne serue. 3

Varie sorti di strumenti Musicali. 4

Varie specie di strumenti Musicali. 4

Vsandosi la cognitione si fuggono gli errori dell' accoppiamento de gli strumenti Musicali. 10

Voci humane facilmente si accostano à tutte le specie di Armonia. 10

Voci Cromatiche come da' moderni chiamate. 18

Vtilità del b molle di E la mi aggiunto. 32

Vtilità del D sol re, aggiunto. 32

Vtilità del b fa graue aggiunto. 32

Vdito non godere intieramente il diletto delle consonantie quelle essendo participate. 36

Vdito esser come tutti gli altri sensi sottoposto à gli accidenti. 38

Vnione, et frequentia causa della perfettione dell' Armonia. 46

Fine della Tauola.

[-f.B4v-] Nomi de' Musici così Teorici, come Prattici, et di alcuni Poeti, et Filosofi, allegati nel Dialogo.

Aristosseno.

Aristotele.

Adriano Vvillart.

Aniballe Padoano.

Beda Venerabile.

Boethio.

Claudio Tolomeo.

Columella.

Cipriano Rore.

Didimo.

Francesco Salines.

Gaudentio.

Gioseffe Zarlino.

Giouanni Motone.

Giouanni Spadari.

Guido Monaco.

Giouan Maria Lanfranco.

Horatio Flacco.

Lodouico Fogliano.

Loyset Pieton.

Marco Tullio Cicerone.

Nonio Marcello.

Don Nicola Vicentino.

Platone.

Don Pietro Aaron.

Terentio.

Vitruuio.

Virgilio.

Vincentio Galilei.

[-1-] IL DESIDERIO, OVERO De' Concerti di varij Strumenti Musicali, DIALOGO DEL MAESTRO ILLVSTRO SIGNOR CAVALIERE Hercole Bottrigaro, Nel quale anco si ragiona della Participatione di essi Strumenti, et di molte altre cose pertinenti alla Musica.

INTERLOCVTORI.

Gratioso Desiderio Alemanno Benelli.

Gratioso. QVesto nostro incontrarci, Maestro Alemanno, et à questa hora, et in questo luogo mi dà grandissima speranza di buono Augurio.

Alemanno. E perche speranza di buono Augurio Signor Gratioso? voi sapete, ch' io vi honoro come Gentilhuomo, et che vi amo non solamente come affettionato, che siete à' virtuosi; il che è specie di virtù: ma come proprio virtuoso. [Amare i virtuosi è specie di virtu. in marg.]

Gratioso. [Cerimonie cortegianesche souerchie, et infruttuose. in marg.] Io desidero principalmente, che lasciamo da parte le cerimonie, et le parole cortegianesche come souerchie, et infruttuose: et delle molte lode, che mi hauete con molta breuità dato, breuemente ve ne rendo quelle gratie maggiori, ch' io posto, et debbo. Ma per ch' io da questo nostro incontrarci hora quì habbia preso grandissima speranza di buono Augurio, vi dirò volontieri: se però non v' interrompo qualche vostro negotio, ò non vi tratengo dal vostro viaggio.

Alemanno. Io mi sono partito di casa non per negotio: ma con animo di trouarmi ad vdire vn Concerto grosso di Musica; il qual mi fu detto stamattina, [-2-] che si doueua fare in queste vostre parti hoggi dopo desinare subito; nel quale vi hanno da intrauenire forse quaranta persone, parte per sonare strumenti diuersi, parte per cantare: [Raunanza di molte genti farsi con tardanza. in marg.] ma cosi perche sò, che doue si ha da ragunare quantità di gente, et massimamente in numero tale et cosi grande, non se ne viene molto presto alla conchiusione, come anco perche io me l' era quasi scordato: [Sonno ne' giorni lunghi, et caldi assalir facilmente gli huomini otiosi. in marg.] et facilmente me lo farei scordato affatto, se 'l sonno, che suole in questi giorni caldi dopo il desinare assalir volontieri gli occhi de gli huomini otiosi, nel modo, che haueua assalito i miei gagliardamente, non me l' hauesse fatto ricordare; ond' io fuggendo da lui colà non molto solecitamente mi sono hora inuiato.

Gratioso. [Buono augurio, et suoi frutti. in marg.] Ecco il principio de gli effetti del mio buono Augurio, Maestro Alemanno: il Concerto, per lo quale vi siete mosso di casa è già spedito; et essendomi io trouato ad vdirlo dal principio al fine replicatamente me ne torno à casa, et con tanta rinouatione di confusione, et accrescimento di quella nella mente mia, ch' io non sò certo come la cosa si habbia da passare, se voi come intelligentissimo, et perfettissimo, che siete dell' arte, et della professione tale, non me ne liberate come hò detto sperare: ò non mi ci date qualche buono rimedio, et soccorso in contro.

Alemanno. Spiacemi ad vn certo modo d' essere stato cosi tardo à mouermi ad vscir di casa, che il Concerto sia spedito: ma spiacemi assai più, che per questo Concerto vi occorra di essere in tanta gran' confusione dentro a voi medesimo, che desideriate di haueruici qualche rimedio, et particolarmente da me, che sono di niun valore.

Gratioso. [Lode dato dall' amico non deuono essere se non per modestia rifiutate. in marg.] Non fate cosi dicendo questo si gran torto à voi medesimo, et al giudicio, non dirò per hora vniuersale: ma solamente mio particolare, per cercar voi forse cosi fuggire di darmi il da me sperato, richiesto, et aspettato rimedio presentaneo; quando però non me lo interdica altra cagione di vostro negotio.

Alemanno. Altro negotio non hò veramente per hoggi, che è meza festa, ond' io mi offero in tutto ad ogni vostro piacere.

Gratioso. Piacciaui adunque (et ecco il progresso del buono Augurio mio) di tornare à dietro questi venti passi, che noi entraremo in casa mia; doue potremo con deporre questi panni, et sedendo starcene con minor caldo, et con maggior commodità ragionare insieme sopra quanto io verrò spondendoui di questa mia toccataui confusione.

Alemanno. Facciam' come vi pare, et piace.

Gratioso. Entriamo in camera; che se ben pare, che sotto questa loggia debba per l' apertura di questo cortile esser maggior fresco, nondimeno per lo ripercotimento del Sole vi è caldo maggiore. [Caldo farsi maggior per lo ripercotimento del Sole. in marg.] Sedete Maestro Alemanno, et [-3-] piacendoui accettate da me l' essempio, et l' inuito dello allegerirui della cappa almeno, anchora che elle s' usino hora tali, che si possono quasi addimandare di tele di Ragno. [Cappa leggiera in marg.] E tu porteraici del uino, e dell' acqua da poterci beuendo rinfrescare: ci porgerai anchora le ventaruole. [Vino, et acqua, et Ventaruole per rinfrescare fare officio contrario alla intentione di chi se ne serue. in marg.]

Alemanno. Non fate di gratia far queste due cose: perche l' una, e l' altra sarebbe contraria alla intentione; per la qual voi vi siete mosso à commandarle; et oltra cio da genti, ò troppo dilicate, ò soperate.

Gratioso. Pigliate dunque almeno la commodità del sedere.

Alemanno. Di questo io ui compiacerò volontieri.

Gratioso. [Soggetto principale del presente Dialogo. in marg.] Io andaua Maestro Alemanno mio prima alquanto, ch' io testè v' incontrassi, et che anco io vi uedessi, trà me stesso fantasticando quello, che alcune altre uolte anchora hò similmente fantasticato: et è, che essendomi trouato piu volte ad udire varij, et diuersi concerti di Musica con uoci accompagnate da varij strumenti, io non ne habbia giamai sentito quel gran diletto, ch' io mi era imaginato, et prosupposto: et che in somma io ne speraua: et particolarmente hoggi, ch' io mi sono trouato presente à questo; per lo quale hauend' io veduto un grande apparato di stromenti diuersi; [Strumenti diuersi di Musica apparecchiati per far concerto. in marg.] trà quali era un Clauacembalo grande, et vna Spinetta grande, Tre Lauti di varie forme, vna gran quantità di Viuole, et un' altra di Tromboni, due Cornetti vno diritto, et uno torto; due Ribechini, et alquanti Flauti grossi, diritti, et trauersi; vn' Arpa doppia grande, et vna Lira tutti per accompagnamento di molte buone voci: et doue mi pesaua di udire una Armonia celeste, hò sentito una confusione anzi che nò accompagnata da una discordanza; che mi hà piu tosto offeso, che dato piacere, però vorrei sapere da uoi, se questo uiene dal senso del mio vdito; che non sia buon giudice, ò se pur è vero quello, ch' io giudico.

Alemanno. Da quello, che dite, comprendo, che il giudicio del senso uostro è perfetto non che buono nel discernere le cose della Musica: Et se hauete udito piu tosto discordanza, che buona concordanza, et piu tosto confusione che vnione, questo può molto ben stare. [Strumenti male accordati insieme produrre confusione. in marg.] La ragion è, che molte volte gli strumenti non sono bene accordati insieme, et questo non puo causare altro che mala concordanza, et mala vnione, come uoi mi hauete detto.

Gratioso. Voi dite bene, che la mala concordanza de gli strumenti può causare questo: ma nel concerto, che hò udito hoggi non credo, che ella possa procedere da questo; percioche tutti quei Musici, che haueuano quegli strumenti in mano, et che li sonauano sono tutti huomini eccellenti: et li conosco molto bene: et tutti sono atti à fare il Maestro, come alcune volte gli hò ueduto fare ne' simili concerti; però tengo. che vi debba essere qualche altra ragione; et se voi che siete della professione non la sapete, terrommi nella musica esser tanto esperto come uoi: pero fa bisogno, che mi diciate altra ragione. [Professori delle scientie sono obligati a dar conto di quelle. in marg.]

[-4-] Alemanno. Poi che mi stringete à dire quello, ch' io ne sento: dirò quanto io ne hò vdito dire da huomini esperti, et quanto io ne hò imparato da graui scrittori: Et cercarò di sodisfarui al meglio, ch io potrò. Et se voi non haurete lo intiero, vi contentarete dal mio buono animo. [Discordanza d' onde possa nascere. Poca diligenza nell' accordare gli strumenti musicali. Strumenti Musicali anchora che di vna medesima specie portano difficoltà nell' accordarli bene insieme. in marg.] Io vi hò già detto, che questa discordanza può nascere dal male accordo de gli strumenti, ciò è, che non vi sia stata posta quella diligenza; che si può vsare in accordare gli strumenti insieme; la onde non possono fare buona concordanza: Ma per un' altra ragione anchora, et è questa, che hauendomi voi detto, che ui era una gran quantità de Viuole: ui dico, che ui fa bisogno di grande industria à fare, che quelle Viuole, quantunque siano d' uno medesimo corpo, siano bene d' accordo insieme; anchora che ui sia la diligenza del buono accordatore, ne ce ne potiamo fidare: [Corde de gli strumenti Musicali non hauer molta stabilità. in marg.] et questo nasce dalle corde, che non hanno molta ferma stabilità, come ne habbiamo testimonianza da Boethio nella sua Musica: et da Tolomeo ne' suoi Armonici: [Capitolo 10. del primo libro Capitolo 8. del primo libro. in marg.] et il simile auuiene ne' Lauti. Et perche anchora mi hauete detto: che ui erano vn Clauacembalo graude, et una Spinetta grande; dirò, che anchora quì può nascere qualche disordine: [Corde di metallo patiscono meno la instabilità delle corde de intestini in marg.] ma non tanto per essere le corde loro di Metallo; lequali non patiscono tanta alteratione, come quelle d' intestini: ma può bene essere, che non siano frà loro in quel perfetto accordo, che si desiderarebbe: ma voi mi potreste rispondere, come già m' hauete detto, et dire, che essendo questi strumenti in mano di huomini giudiciosi; che ogn' uno terra bene ad ordine, et accordato il suo. Voi direste bene, quando non ui nascesse un' altro disordine; [Sonatori, et cantori esser di parere diuerso molte volte nell' udito. in marg.] il qual' è, che tutti questi uirtuosi (come uoi non mi negarete) non sono di un medesimo giudicio, et di un medesimo orecchio et questo si vede assai volte, che ad uno sonatore pare, che una uoce, ò suono di una corda di uno strumento sia rimessa, ò bassa, et ad un' altro sonatore pare, che sia tesa, ouer alta, talche come questa cosa si uiene à mescolare con uarie orecchie, et uarij giudicij presto presto si dà in una confusione, però è necessario, che un solo sia, il quale accordi ogni cosa: [Accordo di uarij strumenti musicali douer esser fatto da un solo buono accordatore. in marg.] Ma bisogna, che habbia come dice Aristosseno ne' suoi elementi Armonici, et ci afferma Gaudentio nella sua Institutione Armonica. [Capitolo 1. in marg.] Bisogna (dice egli) à colui il qual desidera principalmente di posseder le ragioni di queste cose, che egli sopra tutto habbia gli orecchi usati alla esperientia, et bene essercitati: et che intenda giustamente i suoni: che conoscagli interualli, et che finalmente sappia ciò, che sia consonantia, et disonantia con ciò, che segue sin' al fine del suo proemio. Euui un altra cosa di non poca importanza; le qual' è, che trà questi strumenti; che mi hauete nominato ve ne sono di varie sorti; [Varie sorti di strumenti Armonici. varie specie di strumenti Armonici. in marg.] percioche ne ne sono de gli al tutto stabili, et de gli stabili, ma alterabili; et oltre ciò ue ne sono di varie specie.

[-5-] Gratioso. A bell' Agio Maestro Alemanno, io non intendo queste varie sorti di strumenti, ne che cosa sia strumento al tutto stabile, ne quello, che importi strumenti stabili alterabili, ne strumenti al tutto mobili: ne anchora quelle diuerse specie loro.

Alemanno. [Dichiaratione delle specie de gli strumenti Armonici. strumenti al tutto stabili quali siano in marg.] Dirouelo io: gli strumenti al tutto stabili sono quelli; che dapoi che sono accordati dal diligente Maestro, non si possono alterare a patto alcuno, et questi sono Organi, Clauacembali, Arpicordi, Spinette, Arpe doppie: che per le semplici non si può sonare, se non il puro Diatonico Diatono qual più piace, ò pare: et altri strumenti simili. [Strumenti stabili alterabili quali siano. in marg.] Gli strumenti stabili, ma alterabili sono tutti quelli, che dapoi che sono accordati dal sonator diligente, si possono alterare con l' accrescere, et minuire in qualche parte, mediante il buon giudicio del sonatore toccando i loro tasti un poco più sù, un poco più giù. [Strumenti da corde stabili alterabili quali, et come facilmente si possano alterare mediante il buon giudicio de sonatori. Strumenti da fiato stabili alterabili, quali, et come si possono alterare facilmente. in marg.] Et questo interuiene nel Lauto, et nelle Viuole, benche habbiano la stabilità de' loro tasti. Il medesimo auuiene ne gli strumenti da fiato, come Flauti diritti, e trauersi, Cornetti diritti, et torti, et simili benche habbino la sua stabilità mediante i loro buchi, nondimeno il diligente sonatore si può accommodare con un poco più, un poco meno fiato: et anchora con aprire un poco più, ò vn poco meno i fori di quello, et accostarsi al buono accordo, quanto più potrà: [Strumenti al tutto alterabili queli, e come possono uagare quà e là secondo il uolere del diligente sonatore. in marg.] et questo fanno i diligenti sonatori di tali strumenti: Gli strumenti al tutto alterabili sono tutti quelli, che non hanno ne buchi, ne tasti, come sono Tromboni, et Ribechini, e Lire, et simili; i quali per non hauere ordinariamente ne tasti, ne foro; che li pongano freno, possono vagare quà, et là secondo però il volere del diligente sonatore, con allungare, et accorciare vn poco più, vn poco meno i tiri, come uengano nominate le canne del Trombone, et con lo allargare, et con lo stringere i labri: Et medesimamente la Lira, e 'l Ribechino toccando le corde sopra il manico un poco più sù, vn poco più giù secondo la volontà, et piacere del sonatore. [Dichiaratione di varie specie de gli strumenti armonici Organi, Clanacembili, Arpe doppie, Spinete, et simili sono di una medesima specie. in marg.] Vi hò detto anchora, che tra questi instrumenti ve ne sono di varie specie; però dico, che l' Organo, il Clauacembalo, la Spinetta, et simili sono di vna medesima specie, et che suonano, come piace ad alcuno, la Specie del Diatonico Syntono di Tolomeo, però temperato, ouero participato, come fanno i diligenti fabricatori, et accordatori di tali strumenti; [Diatonico syntono di Tolomeo participato ouer temperato. Primo libro de' suoi armonici. in marg.] il qual Diatonico di Tolomeo trà tutti i Diatonici chiamati da Aristosseno ne' suoi Armonici primo Genere, et più naturale di tutti gli altri Generi, è il più prossimo al senso, et alla ragione di quanti sino ad hora ci siano stati insegnati. [Diatonico syntono di Tolomeo prossimo al senso, et alla ragione. in marg.] I Lauti, le Viuole tengono, vn' altra specie diuersa: ma eguale frà loro: [Diatonico incitato di Aristosseno. in marg.] et questa è reputata da alcuno scrittore la specie del Diatonico incitato di Aristosseno per hauere i Tuoni diuisi in due semituoni eguali, qual' è la opinione [-6-] di esso Aristosseno: et è come si ode, et vede nel Lauto, et Viuole Gli strumenti da fiato con fori, come sono Flauti diritti, et trauersi, Cornetti diritti, et torti, et altri simili sono una specie; [Strumenti da fiato, et da fori alterabili contengono piu tosto il Diatonico incitato di Tolomeo che altro. Capitolo 8. del primo. Capitolo 12. del 2. libro. in marg.] che piu tosto suona il Diatonico Syntono di Tolomeo che altra; et per non potersene hauere come afferma esso Tolomeo ne' suoi Armonici, essata certezza ne per li fori, ne per lo fiato la passaremo: nondimeno soggiungerò di hauer parlato con diligenti Mastri di tali strumenti, et truouo, che essi non ui hanno cosa ferma da poterui fondare salda ragione: [Fabricatori de gli strumenti stabili alterabili da fori et da fiato poco intelligenti dell' artificio loro. in marg.] ma solo mentre fabricano i buchi a tale strumento, vanno ad orecchi a quelli allargando secondo che sentono il bisogno; aiutati dalla natura; il che anco hauere hauuto in vso gli antichi fabricatori delle Tibie, et delle Fistole si legge appresso di Tolomeo, et di Aristosseno ne' loro scritti di Musica. [Capitolo 12 del 2. libro. poco auanti il mezo del 2. libro. Strumenti al tutto alterabili quali siano. in marg.] Gli strumenti al tutto alterabili; che sono i Tromboni, et Ribechini possono sonare non solamente tutti tre i generi Armonici: [Generi armonici, et loro specie descrittici da Tolomeo sono al numero di 24. Capitolo 14 del 2. libro. in marg.] ma ogni et qualunque specie di quei generi, i quali sono sino al numero di vintiquatro, cio è sei specie di Enarmonici, otto specie di Cromatici, et dieci di Diatonici, come più distintamente si uede nelle tauole particolari descritte da Tolomeo ne' suoi Armonici, et oltra ciò la specie Enarmonica nostra moderna, et ciascun' altra, che potesse essere già state, ò fusse di nuouo inuentata. [Strumenti che suonano diuerse specie di Armonia quali. in marg.] Hora perche ho già detto che gli strumenti al tutto stabili suonano il Diatonico Syntono di Tolomeo et alcuni de gli stabili alterabili, cioè flauti diritti, trauersi, Cornetti diritti, et torti, et altri tali suonano il medesimo Diatonico più tosto che altro, et alcuni altri stabili: [Lauti, Viuole, et altri strumenti tali secondo l' opinione d' alcuni suonano il Diatonico incitato di Aristosseno. in marg.] ma alterabili, come sono Lauti, Viuole, et altri simili suonano il Diatonico incitato di Aristosseno, ò di alcuno altro antico, io però non voglio ciò ne affermare, ne negare: ne meno voglio disputare, se il semituono detto minore sia il minore: [Dimostratione in pratica come il Clauacembalo, Organo, et simili suonano dui semituoni ineguali, et il Lauto et la Viuola suonano dui semituoni eguali. in marg.] et se pur hà il suo luogo trà il maggiore et il minimo, bastarà solo à mostrare per li suoi effetti, che il Clauacembalo, l' Organo, et simili suonano due semituoni ineguali, cio è uno maggiore dell' altro, et che il Lauto, et le Viuole suonano dui semituoni eguali, ciò e il Tuono diuiso in due semituoni eguali secondo la mente di Aristosseno. [Don Nicola Vicentino nell' vltimo capitolo della sua <antica> et moderna Musica. in marg.] Ma per chiarire le cose, che ui hò detto se bene io ne ne potrei addurre l' autorità di alcuni Musici moderni Eccellenti scrittori, io non dimeno, uoglio che il senso dell' udito ue ne faccia certo; [Galilei nel suo dialogo della Musica Zarlino nel capitolo 27. del 4. de suoi supplimenti Musicali. in marg.] et che ne ueniamo alla esperienza, et mostrarui come questi strumenti di uarie specie si possano bene unire, et accordare insieme; però sarà ben satto che ci accostiamo à questo Clauacembalo, et uedere, et udire se e uero ò non quello che ui hò detto; [Salines nel capitolo 28. del libro 3. et per tutto quello. in marg.] Et perche credo, che egli sia bene accordato, come anco questi altri strumenti; che qui d' intorno ueggio apparecchiati, dirò, che anchora uoi pigliate uno di quei Lauti, et che lo accordate con tutta la uostra diligenza piu che sia possibile col Clauacembalo [-7-] in questo modo. Io tocco il G sol re ut, in sù il Clauacembalo, et voi accordate il tenore à vuoto del vostro Lauto in vnisuono con me, et dapoi accordate il resto secondo quest' ordine, come sò, che sapete fare. [Accordo del Lauto col Clauacembalo. in marg.]

Gratioso. E gliè accordato.

Alemanno. [Proua se il Lauto, et Clauacembalo si possano vnire perfettamente insieme. in marg.] Tocco hora E la mi, nel Clauacembalo, et voi toccate E la mi, su 'l vostro Lauto, che sarà la mezanina à vuoto; siete d' accordo, et vnisuono con E la mi del Clauacembalo?

Gratioso. [E la mi del Lauto esser vnisono con E la mi del Clauacemalo. in marg.] Siamo.

Alemanno. Io tocco hora F fa ut, in sù il Clauacembalo: Toccato hora voi il vostro F fa ut al primo tasto della mezanina del vostro Lauto: siete d' accordo, et vnisuono meco? [F fa vt del Clauacembalo non esser vnisono con F fa vt del Lauto, et delle Viuole. in marg.]

Gratioso. Non siamo.

Alemanno. Tocco hora il G sol re ut in su il Clauacembalo, et uoi toccate nel uostro Lauto il G sol re ut al terzo tasto della mezanina; siete d' accordo et unisuono con meco, cioè col Clauacembalo? [G sol re ut, del Lauto con quello del Clauacembalo esser vnisuono. in marg.]

Gratioso. Siamo.

Alemanno. Tocco hora il G sol re ut, solleuato sù il Clauacembalo; toccato voi il quarto tasto della mezanina per hauere il solleuato # di G sol re ut: siete uoi d' accordo, et unisuono col Clauacembalo? [G sol re ut col diesis del Lauto non esser unisuono col G sol re ut solleuato del Clauacembalo. in marg.]

Gratioso. Non siamo: E da che uien questo Maestro Alemanno.

Alemanno. Ve lo dirò: ma questo; che hauete sentito nella mezanina, interuiene anchora nelle altre corde ogni uolta, che si uiene à toccare i semituoni.

Gratioso. Da che procede questo?

Alemanno. Non ui hò detto, che il Clauacembalo et simili suonano una specie, et il Lauto, et simili ne suonano un' altra?

Gratioso. Me l' hauete detto.

Alemanno. [Strumenti Musicali di diuerse specie non si possono unire perfettamente insieme. in marg.] Se sono adunque di due specie diuerse questi strumenti, come uolete voi, che si uniscano perfettamente insieme?

Gratioso. Voi mi dite et fate uedere et udire cose; che mai non l' haurei credute: ma, hora che le ueggio, et odo non posso se non confessare quello che dite esser la uerità.

Alemanno. [Poca intelligenza de' Musici prattici nel fare i concerti in marg.] Non ui paia gran cosa il non sapere queste cose; perche quelli anchora, che ciò essercitano tutto il giorno, et pongono ogni loro industria nel componere tai Concerti, non l' intendono: et cio chiaramente si conosce; perche se le sapessero, et le intendessero, non fariano tali compositioni, anzi tali confusioni. [Clauacembalo, et Lauto perche non si possono accordare insieme perfettamente. in marg.] Hauendo adunque, come hanno il Lauto, et le Viuole diuiso il tuono in due semituoni eguali, et il Clauacembalo, et simili in due Semituoni ineguali, di qui uiene, che quando io toccai F fa ut, in sù il Clauacembalo, et uoi toccaste F fa ut al primo tasto della mezanina del Lauto, non ui trouaste in unisono con me, come udiste, e confessaste: questo è, che il Clauacembalo [-8-] suona participatamente il semituono maggiore: che è in proportione da 16. à 15. che è alquanto più di mezo Tuono: et il Lauto suona participatamente il mezo Tuono; che uiene ad essere minore del semituono maggiore da 16. à 15. il qual è più di mezo tuono; et quando io toccai il # solleuato di G sol re ut, in sù il Clauacembalo, uoi toccaste il G sol re ut # solleuato al quarto tasto della mezanina del Lauto; doue non ci trouassimo unisuoni insieme: et uoi lo udiste, et lo confessaste; ciò uiene, percioche il Clauacembalo suona participatamente il semituono detto minore; [Semituono minore esser meno della meta del tuono. in marg.] che è in proportione sesquiuentiquattresima, cioè da 25. à 24. che è assai meno della metà del Tuono: et il Lauto (che quando dico del Lauto intendo del Lauto, et delle Viuole, et altri strumenti tali) suona participatamente il mezo Tuono; che uiene ad esser assai maggiore di esse semituono detto minore da 25. à 24. [Ragione della diuersità de semituoni, conosciuta da tutti gli buoni scrittori. in marg.] Però non è merauigila, se noi non ci siamo trouati unisuoni in questo luogo; et il simile si trouarà in tutti gli altri luoghi, doue interuiene cotal differenza, et diuersità di semituoni. Diroui un' altra ragione per mostrarui, che i semituoni di detti strumenti sono eguali, et è, che i Sonatori de gli strumenti al tutto stabili, come Clauacembali, Organi, et simili per eccellenti, che si siano, quando uogliono sonare, come si dice un tuon più basso, un tuon più alto, ò un semituono più basso, ò un semituono più alto non lo possono fare in tutti i luoghi del suo strumento: [Clauacembalo non puo sonare vn tuon piu basso, ò un tuon più alto in tutti i luoghi. in marg.] et di questo n' è causa, che occorrendoli toccare il semituono communemente detto maggiore, mancandoli sù il suo strumento sono necessitati à toccare il communemente detto minore; [Esperienza del Clauacembalo, Organo, et simili, con Lauti, et Viuole, et tali strumenti per dimostrare la disconuenienza trà loro ne' semituoni. in marg.] doue sentono gli uditori, et loro stessi offesa al senso dell' vdito; et questo lo sanno molto bene i diligenti sonatori di tali strumenti, et gli intelligenti della Musica, Ma questo non auuiene nel Lauto, et nelle Viuole: [Lauto può sonare vn tuon piu basso, et più alto, che non da noia al senso. in marg.] perche hanno in ogni luogo il semituono eguale, et possono sonare vn tuon più alto, vn tuon più basso, et un semituon più alto, et un più basso, che non dà noia al senso; et questo ogni giorno vien fatto da' periti sonatori, quando fanno scannello, come essi dicono, al primo, et al secondo tasto col dito indice della mano sinistra: et doue più li piace; però uicino a' tasti che il senso dell' vdito non ne sente offesa alcuna; et iui suonano, si come fusse il principio del manico.

Gratioso. Voi dite il uero; che questo hò ueduto fare molte uolte. Ma per quello, che ui odo dire et per quello, che habbiamo discorso, non si potranno dunque far Concerti.

Alemanno. [Parlare Enigmatico sopra il far concerti. in marg.] Anzi per quello che habbiamo discorso, pur troppo si potranno fare questi tai Concerti.

Gratioso. E che parlare è questo uostro Enigmatico? piacciaui di dichiararmelo, [-9-] che io non l' intendo.

Alemanno. Hò detto, che pur troppo si potranno fare questi concerti; percioche se uoi uerrete à cercare quello; che vuol significare concerto, trouarete, che pur troppo, come ho detto, et replicato, si potranno fare tai concerti: [significato della parola concerto. in marg.] essendo che concerto significa contentione, ò contrastro come ne habbiamo testimonio Cicerone nell' oratione pro lege manilia, et nelle epistole ad Attico, et nel libro de natura deorum, et nel primo de diuinatione, et Terentio nella scena seconda del secondo atto de gli Adelphi: et direi ancora di Plinio, se bene mi ricordassi il luogo, et però quelli che fanno tai concerti fanno benissimo, et osseruano molto bene la Etimologia del uocabulo.

Gratioso. [Scherzo sopra le voci concerto et Conserto. in marg.] Eccoci su le burle et sù gli scherzi, et se noi cosi come proferiamo concerti per c. nel mezo di essa parola, ponessimo la s. et la proferissimo al modo de' fiorentini et forse di tutta la Toscana Conserti, come uoce deriuata dal uerbo consero; che ha significato d' incalmare ò inestare, di seminare et di piantare insieme; del qual uerbo si seruì Virgilio se ben mi racordo nel secondo della sua Georgica, et nella prima delle Egloghe. Columella nel 21. libro. et Cicerone nelle Toscolane nel libro de natura Deorum et altroue, non cessarebbe questo uostro scherzo, et questa uostra burlesca difficoltà?

Alemanno. [Significato della parola Conserto. in marg.] Non cessarebbe altrimente: et poco in somma sarebbe per ciò il guadagno; conciosiacosa che conserto, à creder mio, è cosi proferito da' Toscani più tosto per uezzo per non dir uitio della loro pronuntia in simil uoci, che perche egli habbia la da uoi detta deriuatione; Imperoche Consero, conseris; [Consero conseris verbo latino hauer diuersi significati si come ha diuerse le desinenze del suo tempo passato et del supino. in marg.] che ha tal significatione di Seminare, di piantare, et d' inestare insieme fà conseui consitum. et non conserui consertum, come fà l' altro Consero, conseris; dal quale ueramente deriua consertus; che sarebbe la propria parola non solamente Toscana: ma nostra Italiana Conserto. Et ha fignificato di scaramucciare di uenire alle mani, et in somma di contendere cosi nè i fori ciuili, come con le armi, se noi prestiamo, come debbiam prestare, fede all' autorità di Cicerone nelle da uoi allegate toscolane, nelle Epistole ad Attico, et anco nelle Orationi pro Murena, et pro Funteio: di Virgilio nel secondo della sua Eneide, et di Nonio Marcello della lingua latina, et in conchiusione di tutti gli interpreti: non ui hauete adunque da marauigliare, se sentite questi mali accordi et queste confusioni.

Gratioso. Voi seguite pur le burle, ui domando, se si possono fare, ò non questi concerti; perche hò pur inteso, che se ne fanno di buoni et di belli.

Alemanno. Se se ne fanno di buoni et di belli, non debbono esser concerti, ne conserti: ma concenti: [Concenti esser la propria uoce significante vnione di uarij strumenti Musicali in marg.] et di questi concenti tengo, che se ne possano fare: ma con industria altrimenti si tramutarà la lettera n. in r. ò in s. [-10-] et in luogo di concento si haurà concerto, ò conserto. Ma però noi in questo nostro ragionamento usaremo indifferentemente concento et concerto per non uscire del commun nostro parlare.

Gratioso. Ma in che modo si hauranno da fare questi concenti:

Alemanno. [Modo di concertare insieme gli strumenti Musicali. in marg.] Ve lo dirò nel miglior modo ch' io saprò, rimettendomi sempre à chi meglio di me l' intendesse (disse il buon legista) in questo, et in ogn' altra cosa. [Protestatione modesta dell' Autore intorno al far concerti. in marg.] Ma prima fatemi gratia in cortesia, Signor Gratioso, di considerare in quale concetto potrebbono essere questi tai concerti musicali moderni al Mastro di coloro; che sanno Aristotile: [Ploblemata 9. distintione 19. in marg.] e come bene gli ammetterebe, poi che egli risoluendo vna propositione sopra l' accompagnamento di una Lira sola, ò di vna sola Tibia con la voce humana disse (s' io bene mi ricordo) queste parole apunto. Ma con più non può esser conseruata la suauità; conciosiacosa che la Cantilena uenga offuscata et quasi tutta distrutta. essendomi io cosi quasi come in ciò protestato dirò, che tai concenti si potranno fare ogni uolta che si conoscerà la natura de gli strumenti, i quali si uogliono adoperare insieme; [Vsandosi la cognitione si fuggono gli errori dell' accopiamento de gli strumenti Musicali. in marg.] percioche hauendo tal cognitione et usandola si potranno fare concenti in molte, et uarie maniere in quel miglior modo che sia possible. Ma bisogna saper componere et accompagnar bene questi strumenti insieme. [Auuertimento primo nel concertare gli strumenti al tutto stabili insieme. Organi, et Clauacembali da Camera collegati insieme danno grandissima, dilettatione al senso del vdito in marg.] Et se si pigliaranno le specie de gli strumenti al tutto stabili et si accompagnaranno insieme, che sono com' habbiam detto, Organi Clauacembali, Spinette et simil non è dubbio, che essendo bene accordati insieme, (il che però per mio giudicio non sarà molto facile) si sonarà in quella perfettione; che possono dare gli strumenti artificiali temperati, ouer participati: Et di questo ne habbiamo esperienza; che sono molti Organi da Camera; che hanno con esso loro collegati Clauacembali, et insieme suonano con gran diletto et piacere; et massimamente, quando hanno più di una sorte di Registri tanto di canne, quanto da corde. [Auuertimento secondo nel concertare gli strumenti al tutto stabili con gli al tutto alterabili. in marg.] Si potranno anchora far concenti con gli strumenti al tutto stabili, come sono Organi Clauacembali, et simili con gli strumenti al tutto alterabili, che sono Tromboni Ribecchini, et uoci humane: et questo è perche sono atti, come di sopra habbiamo diuisato ad accostarsi à qualunque specie: [Voci humani facilmente si accostano a tutte le specie di armonia. in marg.] et il simile fanno le uoci humane essendole facile ad accostarsi à qual si uoglia specie, stando però le uoci et gli strumenti auuertiti di accostarsi a gli strumenti al tutto stabili; i quali non possono à patto veruno mouersi in parte alcuna d' onde prima sono stati accordati. [Auuertimetno 3. di concertare gli strumenti al tutto stabili, et gli stabili alterabili. in marg.] Si potranno anchora far concerti con gli strumenti al tutto stabili, come Organi Clauacembali, Arpe, et simili con gli strumenti stabili alterabili, come Lauti, Viuole, et simili. Ma habbiamo di già prouato, che non si possono vnire [-11-] perfettamente questi al tutto stabili, con gli stabili alterabili; percioche suonano diuerse specie: [Semituoni diuersi causano il non potersi vnire perfettamente insieme gli strumenti Musicali di uarie specie. in marg.] et di questo è la maggior causa la differenza de' Semituoni: Ma perche habbiamo anchora detto, che questi stabili alterabili, che sono Lauti, Viuole, Flauti, diritti, e trauersi: Cornetti diritti, et torti, che se non si potesse in qualche parte vsare la loro alteratione, ella sarebbe al tutto vana: ne occorrerebbe à dire, che fossero stabili alterabili. [Separatione de gli strumenti da corde et da tasti da quelli da fiato, et da fori. in marg.] Di questi adunque ne debbiamo fare diuisione separando quelli da corde, et da tasti da quelli da fiato, et da fori: imperoche, come habbiam detto, sono di specie diuersa, et nel suono, et nel genere; la onde prima dicendo di quei da fiato, et da fori, come di genere nel suono quasi l' istesso de gli al tutto stabili; conchiuderemo che si potrà fare accompagnamento tale, ogni volta che co' detti strumenti stabili alterabili haurà preso, come si dice, tuono ouer suono da gli strumenti al tutto stabili il diligente sonatore; [Industria del diligente sonatore di strumenti da fiato in marg.] imperoche con la sua industria haurà facultà di andarsi accostando a gli strumenti al tutto stabili con un poco più, ò con un poco meno fiato, et con aprire, ò chiudere vn poco più, ouer vn poco meno i fori del suo strumento, secondo la sua uolontà, et il bisogno. [Industria del diligente sonatore di Viuola, et di lauto in marg.] Hor quanto a quelli da corde, et da tasti, come si è detto Lauti, Viuole, il buon sonatorc dopoi, che haurà preso tuono, ouer suono da gli strumenti al tutto stabili, haurà qualche difficultà nel volersi accostare con unione a gli al tutto stabili; et questo è per la diuersità delle specie, et generi, come habbiam detto; ma potrà con diligente industria andarsi aiutando con mandare un poco più su il dito sopra il manico, et un poco piu giu quanto sentirà il bisogno. [Concerto di tutte le specie de gli strumenti, cioè stabili, stabili alterabili, et al tutto alterabili. in marg.] Resta di ragionare della compositione di tutte quelle specie di strumenti, che habbiamo già detto tanto de gli al tutto stabili, quanto de gli stabili alterabili, et de gli al tutto alterabili. Ma perch' io tengo, che non si possa fare se non con grandissima disunione, et tal qual mi siete venuto dipingendo quella; che apunto hauete udita hoggi; [Consiglio nel far concerto di varij, et diuersi strumenti musicali. in marg.] però consigliarei sempre à non douersi far simili concerti; perche non si possono fare se non con gran difficultà; la quale è prossima alla impossibilità. [Impossibilità del perfetto accordo de gli strumenti Musicali. in marg.] La ragione è questa, che componendo gli stabili alterabili, che sono di due specie diuerse cioè da corde, et da tasti; et da fiato, et da fori, et con loro ponendo gli al tutto alterabili, et gli al tutto stabili, che se bene ciascuno sonatore di particolari stabili alterabili vsarà tutta la sua diligenza per unirsi con gli al tutto stabili gli al tutto alterabili, non potranno giamai unirsi con esso loro; percioche volendosi unire con quelli da fiato et da fori, come quelli che più facilmente si possono accostare per esser di genere [-12-] propinquo à gli al tutto stabili; essi non potranno giamai accostarsi perfettamente à quelli da corde, et da tasti, come quelli; che più difficilmente si possono accostare à gli al tutto stabili: et per contrario uolendosi gli al tutto alterabili accostare à gli alterabili da corde, et da tasti si ueranno à discostare da quegli altri da fiato, et da fori: et cosi produrre quel uero concerto, ò battaglia da strumenti in uece di concento; laqual uoce importa unione, et concordanza di uoci, ed di suoni diuersi; la onde uolendosi dupplicare, ò treplicare le parti d' un choro si dourà per mio parere hauer sopra tutto grandissimo auertimento di non accopiare insieme giamai strumenti di specie diuerse, ciò è da fiato, et da fori et da corde, et da tasti: come se si uouolesse per essempio duplicare le parti de Tenori non si debba accompagnare giamai un Flauto, ouer Cornetto grosso, ò strumento altro di specie tale con una Viuola, ouer Lauto, ò altro strumento di simile specie; Imperoche la dimostrata disunione, o discordanza loro sarebbe troppo apparentemente scoperta: Et auuertenza tale potiamo <dire,> che si possa per senso contrario cauare in un certo modo dalle parole di Aristosseno anzi pur di Tolomeo ne' suoi armonici; [Nel fin del 12. capitolo del secondo libro problema 44. settione 19. in marg.] doue egli consiglia à douersi far sempre l' accopiamento della Tibia ò della Fistola con l' antico Monacordo, et da Aristotele assai prima proferite ne problemi, A questo auertimento importantissimo stimo, che ottima cosa sia ch' io soggiunga, che non si debba far giammai concerto alcuno di strumenti Musicali senza darli accompagnamento di una uoce humana, et quella ben conforme sempre alla materia della cantilena: [Nel fine del vltimo libro della politica. passato più del mezo del secondo delle leggi. in marg.] et ciò per fuggire, che tale Armonia; et concento non possa da sapiuti et intelligenti esser detta muta, ò come Aristotele, et molto più chiaramente et copiosamente, et assai meglio anchor Platone lo chiama. ciò è nudo suono di Citara, ò di Aulo, con soggiungerui tosto simigliante alle uoci delle bestie, et ciò per la manchezza della espressione de gli affetti et della pronuntia delle parole; delle quali, et massimamente essendo bene imitate dall' Eccellente Musico nella sua cantilena, ueramente deriua il maggiore di tutti i commouimenti de gli animi delle persone ascoltratrici.

Gratioso. Due cose ui ho da dimandare: lequali per non impedire il corso del uostro ragionamento ho sin à quest' hora induggiato à dimandarui, la prima è che molte uolte ui hò udito dire strumenti participati, ò temperati; et perche io non intendo quello, che significhi questi strumenti temperati, et questi participati; però desidero, che me lo dichiarate: l' altra è che mi pare pur gran cosa, che tanti huomini tenuti giudiciosi in far tai concerti non si siano mai accorti di questo disordine; del quale habbiamo parlato; però malamente mi posso accomodare à dar credenza alle uostre parole: quantunque conosca esser uero tutto [-13-] quello; che me ne hauete detto: et ancora con buone ragioni dimostrato.

Alemanno. Io ui responderò secondo l' ordine delle uostre dimande, et dirò, che la participatione de gli strumenti stabili, et stabili alterabili è stata non so s' io mi debba dire retrouata studiosamente, ouero auuenuta à caso: [Participatione de gli strumenti Musicali come trouata Partictpatione de gli strumenti Musicali che cosa sia. in marg.] et hora è in uso per fuggire la pluralità, ò moltitudine delle corde: et per ageuolezza del sonatore, et acciò che più facilmente questi tali strumenti si potessero accompagnare (che unire come hauete inteso è imposibile) insieme, ciò è gli stabili con gli stabili alterabili: et gli alterabili con gli stabili senza molta offesa, et fastidio, anzi dirò compiacimento del senso dell' udito. Hor quanto all' altra uostra dimanda de' concerti ui risponderò.

Gratioso. Piano Maestro Alemanno, uoi hauete detto, che la participatione è uno schifamento di corde ne gli strumenti stabili, doue mostrate quasi, che ui fossero strumenti di maggior quantità di corde di quello; [Dubio della pluralità delle corde. in marg.] che hora si trouano ne gli Organi, Clauacembali, Arpe et simili.

Alemanno. Quando io dissi pluralità di corde, io non intesi di dire quella, che hora si uede ne gli strumenti, come Organi, Clauacembali, et simili; ne' quali si trouano ordinariamente quarantacinque, et più tasti, et corde, ò canne; [Quarantacinque, ò piu tasti esser ne gli Organi, Clauacembali et strumenti altri tali. in marg.] perche tal pluralità non è se non una duplicatione, ò triplicatione del primo perfetto sistema, ciò è delle quindici corde del genere Diatonico Diatono incitato, com' è creduto di Tolomeo. [Pluralità di corde apparente ne gli strumenti non è altro che una dupplicatione delle uoci del pecfetto sistema. in marg.] Ne meno intendo per uera pluralità di corde, et di canne quella, che in se contiene la inspessatione del Tetracordo Synemmenon; et insieme quella d' una specie Cromatica, cio è delle uoci, ò suoni solleuati come si dice col Diesis, la ragion' è che l' huomo si parte di un genere, ciò è del Diatonico, et entra nel cromatico, cosa; [Quindeci corde del genere Diatonico Diatonico insieme col genere cromatico Genere Diatonico et Cromatico contenuto da Clauacembali, et altri strumenti stabili. in marg.] che hora parimente si troua in questi tali strumenti stabili. Ma per uera pluralità di corde, et canne parmi, che si habbia da intendere quella; laquale è per potere hauere tutte le consonanze nella sua perfetta proportione ciò è la Diapente, ò uogliam dire quinta sotto la proportione sesquialtera; et la Dyatesseron, ò uogliam dire quarta sotto la proportione sesquiterza. [Pluralità delle corde uera che cosa ella sia. in marg.] Il Ditono ouer diciamo terza maggiore sotto la proportione sesquiquarta: [Pluralità uera di corde è per hauere tutte le consonanze nella <loro> vera forma, et proportione. in marg.] Il Semiditono, o uogliam dire terza minore sotto la proportione sesquiquinta: lo essacordo maggiore, ouer sesta maggiore sotto la proportione, superbipartiente terza; la qual è da 5. à 3. et lo essacordo minore, ouer sesta minore sotto la proportione supertripartientequinta, ciò è da 8. à 5. perche della diapason, ouer ottaua; che è sotto la proportione dupla, non occorre altrimente dubitarne; perche di questa non si è fatta, ne si può far alteratione alcuna; [Proportione delle consonanze semplici. Diapason ouero ottaua non patisce alteratione alcuna. in marg.] che non uenga alterata, et guasta ogni constitutione, et moltitudine di canne, [-14-] ò di corde in detti strumenti, et questa pluralità di corde nasce, chè nel sistema di Tolomeo, ciò è del Diatonico incitato, che hora si dice esser in uso, si truoua vna quarta lunga, et una quinta corta dentro lo spatio di una Diapason, ciò è tra la corda proslambanomenos, ò uogliam dire, A re, et trà Mese, ciò è, a la mi re; [Quarta lunga, et quinta corta dentro alla ottaua del Sistema Diatonico Diatono incitato di Tolomeo cominciante da proslambanomenos ciò è A re in marg.] la qual quarta lunga si truoua trà la corda Proslambanomenos ciò è A re, et la corda Lycanos Hyppaton, ciò D. sol re. et trà esso D. sol re. et la corda Mese, ciò è a la mi re, la quinta corta, et la loro differenza è il comma moderno; [Proportione del comma moderno in marg.] il qual' è contenuto dalla proportione sesquiottantesima, ciò è da 81. à 80. onde per volere esse consonanze nella perfetta loro proportione, et forma sarebbe necessario aggiungere una corda sotto al D. sol re. per far quinta vera con a la mi re, et anchor quarta vera con A re. il qual D. sol re. aggiunto sarebbe il D. sol re. dell' antico Diatonico Diatono. [D.sol re. aggiunto acquista la quarta vera tra A re, et la vera quinta trà A la mi re, et la terza minore con F fa ut, et col b, fa graue il Ditono. in marg.] oltra di questo per guadagnare la terza minore con F fa ut. et col b fa graue il Ditono, ouer terza maggiore sarebbe necessario anchora aggiungere vn' altra corda trà la corda [sqb] mi, et la corda b fa graue; la qual' è ottaua della corda b fa, sopra a la Mese nominata da gli antichi Tritesynemmenon, et è la Terza del Tetracordo Synemmenon, ciò è congiunto; d' onde nasce lo inspessamento della pluralità di corde, che di sopra habbiamo posto nel secondo luogo insieme con lo inspessamento del Genere Diatonico incitato col genere Cromatico: [b.fa aggiunto guadagnare il Ditono ouer terza magiore con D.sol re et il semiditono, ouer terza minore con Gama ut. in marg.] et con questa tal corda aggiunta del secondo b fa, si haurebbe col D. sol re, il vero Ditono, ò Terza maggiore sotto la proportione sesquiquarta, ciò è da 5. a 4 Doue hora il b fa ordinario viene ad hauere il Ditono antico, che è sotto la proportione superpartientedecisettesessantaquatresima, ciò è da 81. a 64. et per ciò stimato da tutti gli antichi interuallo disonante, come si legge ne gli Elementi Armonici di Aristosseno: [Ditono antico dissonante. Nel fine del 10. capitolo del primo libro Aristosseno presso il mezo del 2. libro Capitolo 2 della 3 diuisione. in marg.] et Tolomeo ne' suoi Armonici dice, che per ciò non è pur atto al canto. Con questa corda anchora si haurebbe il Semiditono, ouer Terza minore con Gamma vt; [Lodouico Fogliano fu il primo a ragionare delle corde aggiunte. in marg.] il che molto più chiaramente appare nella Musica speculatiua di Lodouico Fogliano; il qual fu il primo, per quanto io ne hò veduto, a dare di questo buona cognitione.

Gratioso. Di gratia Maestro Alemanno mio siate contento di ritenere il corso al vostro dire, et chiaritemi alcune cose, che mi paiono oscure molto per non hauere io giamai posto alcun studio Teoricale in queste cose di Musica: [Piacer, et diletto dell' udito essere atteso solamente da la maggior parte delle genti. in marg.] ma solamente atteso al piacer, et diletto del senso dell' udito con le compositioni; et suoni della sola pratica conforme à questi nostri tempi, et s' io volessi indugiare ad intendere queste cose al fin del uostro incomminciato ragionamento, io son quasi certo, che [-15-] me ne scordarei la maggior parte: et io non uorrei scordarmene pur una.

Alemanno. A me non fà nulla l' esser io in ragionando interrotto da uoi, percioche tutto ritorna a quel filo, essendoche in questi nostri ragionamenti noi non trattiamo con metodo, ò ordine scientifico queste cose di Musica: ma si bene ne discorriamo per semplice uostra intelligentia.

Gratioso. [Pluralità di corde vera non esser quella, che si troua negli strumenti ordinarij. in marg.] Per pluralità di corde io credo fermamente, che non si habbia da intender la moltitudine; che si vede ne gli strumenti di quarantacinque, et più quantità di tasti; et parimente moltitudine di corde, ò canne; oltra di questo io non intendo, che se bene se ne aggiungessero di più, che ogni volta che si passasse la Diapason, ouer ottaua, sempre si tornaria da capo, ciò è si farebbe piu acuta, ouer più graue per una ottaua secondo il luogo; doue prima si venisse à principiare.

Alemanno. [Quadrupla ò disdiapason ouer quintadecima è il perfetto Sistema in marg.] Voi dite bene: [Perfetto Sistema quale, et di quante voci formato. in marg.] ma auuertite, che non si hà mai il perfetto Sistema ueramente sin' a tanto che non si è peruenuto alla Bisdiapason, ciò è alla quadrupla, ouer quintadecima, perche all' hora non solamente si hà le sette specie dalla Diapason, et le quattro specie della Diapente, et le tre specie della Dyatessaron, come ci mostra Tolomeo ne' suoi Armonici, ma tutte le altre consonanze, cio è la Decima maggiore sotto la proportione da 5 a 2. et la Decima minore sotto la proport:one da 12 a 5. et la Duodecima: [Capitolo 4. del 2 libro Proportioni delle consonanze composte. in marg.] la qual' è in proportione tripla da 3 a 1. et anchora la Diapason Diatessaron, ò vogliam dire Vndecima sotto la proportione dupla superbipartienteterza, ciò è da 8 a 3. et finalmente la Quintadecima, ouer Disdiapason sotto la proportione quadrupla da 4 a 1. et questo si hà da intendere per intiera, et perfetta Costitutione nelle sue vere forme, poi che oltra questo si torna ueramente da capo.

Gratioso. Ho inteso: ma quando diceste, che non intendete per uera pluralità di corde, et di canne, quella, che contiene in se la inspessatione del Tetracordo Synemmenon: et di vno Genere Cromatico, desidero, che mi diciate primieramcnte, che cosa sia questo Tetracordo Synemmenon; poscia, qual sia quel Genere Cromatico, et finalmente perche questa non sia uera pluralità di corde, ò di canne; essendo, che ella à me par pur che sia vera pluralità di Corde, et Canne, poi che in se contiene tale inspessatione; nella quale debbono concorrere molte, et diuerse Corde, ò Canne.

[-16-] [Tetracordo Synemmenon quello che sia. in marg.] Alemanno. Il Tetracordo Synemmenon, che tai parole significano quatro corde congiunte, è uno Tetracordo aggiunto à' due primi; [Tetracordo Hypaton. in marg.] i quali sono da Hyppate hyppaton, ciò è da [sqb] mi, sin ad Hyppate Meson, ciò è E la mi: et da Hyppate Meson, ciò è E la mi, à Mese, ciò è a la mi re il secondo: [Tetracordo Meson. in marg.] à questo Mese, ciò è a, la, mi, re, si aggiunge questo altro terzo Tetracordo; [Tetracordo Synemmenon. in marg.] il qual partendosi da essa Mese, ciò è a la, mi, re giunge sino à Netesinemmenon, ciò è d. la, sol, re, ne più oltra si può procedere congiuntamente, si come dimostra Tolomeo ne suoi Armonici, et il luogo di questi Tetracordi sono in tali strumenti dopo i tre primi tasti seguenti negri nominati semituoni; [capitolo 6 del secondo libro. in marg.] et quatro tasti più alti, et dapoi altri tre; che è il [sqb] mi, sino ad E la, mi, et da esso E la mi, poi tre tasti più alti sino ad a la, mi, re, dal qual a la mi re, ascendendo tre altri tasti piu alti arriuarà sin al d. la sol, re, escludendone però il seguente bianco, et inchiudendoui il terzo tasto negro nominandolo b fa.

Gratioso. Mostratemi di gratia queste cose nel Clauacembalo, poiche l' habbiamo quì commodo: acciò che io possa con maggior chiarezza comprender facilmente il tutto.

Alemanno. [Dimostrationi fatta sopra il Clauacembalo de tre Tetracordi congiunti. Principio de Tetracordi in marg.] Vedete quì, questi sono i tre primi tasti seguenti negri.

Gratioso. Cosi sono.

Alemanno. Questo primo tasto bianco è [sqb] mi; doue si comminciano, come habbiam detto i Tetracordi; il seguente è. C. fa, ut, il terzo D. sol re. il quarto E, la, mi, et a questo seguentemente E la mi, è F fa ut: [Tetracordo primo deto Hypaton comincia in [sqb] mi. in marg.] et questo altro G. sol, re ut, et questo altro a la, mi, re, che è per il secondo Tetracordo. [Tetracordo secondo detto Meson principia in E la mi. in marg.] Hora partendosi da esso a la, mi, re, et toccando il terzo di questi altri tre tasti negri semituoni è b, fa, et tralasciando questo seguente bianco; che è l' ottaua più alta di [sqb] mi, passaremo à questo altro seguente bianco; [Tetracordo tertio detto Synemenon ouero congiunto principia in a la mi re. in marg.] che è l' ottaua più alta di [sqb] mi, passaremo à questo altro seguente bianco; che è C. sol, fa, ut, et finalmente giungeremo al seguente bianco; che è d. la, sol, re, che è per finire, come si disse, essi tre Tetracordi congiunti ò uogliam dire, il Tetracordo Synemmenon.

Gratioso. Ditemi; perche pigliate questo semituono; che chiamate b fa, et lasciate questo bianco [sqb] mi nel fare essa congiuntione de' tre Tetracordi?

Alemanno. La ragion' è questa; perche da A re. à [sqb] mi è un Tuono, et uolendosi fare essa congiuntione è necessario, che ui fia uno semituono, et non un tuono; [Tetracordi Diatonici esser formati tutti ad un modo et come. in marg.] imperoche cominciandosi nel principio de tre Tetracordi, ciò è, à [sqb] mi et alzandosi di uoce si fà un semituono in C: fa ut; et da C. fa, ut à D. sol re, un tuono, et da D. sol re, ad E la, mi, un' altro Tuono: et questo è il primo Tetracordo; alla simiglianza delquale uengono formati gli altri dui seguenti;. et però da questo E la, mi, à questo altro F fa, ut, è uno semituono: et di F fa ut à G. sol re, ut, un tuono: et da G. sol, re ut, ad a la mi re, un tuono: et parimente [-17-] a questo a, la, mi, re, volendosi giungere il terzo Tetracordo è necessario, che segua il semituono, et non il tuono, che uiene ad esser da a, la, mi, re, a b, fa, et poscia a questo segue il tuono ciò è, da b fa. a C. sol fa ut: et da esso C. sol fa ut, a d, la, sol, re, vn' altro tuono, et questi sono i tre Tetracordi congiunti; Ma uoglio che oltra ciò sappiate, che il tuono; che habbiamo detto esser trà a la mi, re, et [sqb] mi, si dimanda il tuono della diuisione, ò disgiuntione; [Tuono della diuisione quello che sia. in marg.] imperoche qui si disgiungono, et si separano da' duoi primi tetracordi graui, ouero inferiori; il primo de quali è chiamato Hypaton, et il secondo Meson: gli altri duoi superiori tetracordi; [Tetracordo Diezeugmenon. in marg.] de' quali il primo è chiamato Diezeugmenon, ciò è disgiunto, et il secondo Hyperboleon ciò è eccellente; [Tetracordo Hyperboleon et loro principij. in marg.] che sono [sqb] mi. C. sol fa ut, d. la, sol, re, E la mi, per il Diezeugmenon, et per l' Hyperboleon, e la, mi, f fa, ut, g sol, re, ut, a la mi re; ne quali si procede con l' ordine medesimo; che habbiamo detto degli altri più bassi, ò inferiori; ciò è, di un semituono, tuono, è tuono ch' è sempre Mi, fa, sol, la; di che ci dà notitia chiara, et manifesta la Mano di Guido Monaco Aretino. [Mano di Guido Monaco Aretino. in marg.]

Gratioso. [Alte speculationi à chi non ui hà fatto studio esser <difficilissima> di qualche diletto a nobili spiriti. in marg.] Queste sono per me troppo alte speculationi da poter cosi subito apprender; non dimeno ne sento non sò che di delettatione: ma prima che passiamo più oltra ditemi di gratia; perche hauete lasciato questi primi tre tasti bianchi; de' quali non hauete fatto mentione alcuna? et pur essi sono nello strumento medesimo: et si può dire fondamento di quello?

Alemanno. Di questi non ho fatto mentione alcuna; perchioche essi sono tutte ottaue delle uoci superiori; che di già habbiamo ueduto, et questo; ch' è precedente à [sqb] mi, è detto da Moderni Musici A re: [Proslambanomenos, o Prosmelodos uoce aggiunta da gli antichi Musici. in marg.] ma da gli antichi fu nominata proslambanomenos, ciò è aquistata, ouer aggiunta per ottaua di a, la, mi, re, et accioche la Mese rappresentata da essa a la mi re, fusse ueramente posta in mezo dal sistema perfetto, nominandola anco prosmelodos come narra replicatamente Boethio. [Capitolo 20. 22. libro. 1. in marg.] Onde si conosce, che i Tetracordi hebbero ueramente il loro principio da [sqb] mi; doue a punto noi habbiamo incominciato. Questo altro tasto poi seguente è chiamato Gamma ut; [Gamma ut aggiunta da' Musici meno antichi, et perche Essacordo di Guido Monaco Aretino in marg.] che anco ella è una corda aggiunta da meno antichi Musici per ottaua di G. sol re ut, come dice Guido Aretino nel principio del suo Micrologo Musicale; della quale egli si seruì per fare compiutamente i suoi Essacordi, ciò è, vt, re, mi, fa, sol, la; [non molto lunge dal principio, et anco poco auanti il mezo del 1. libro. in marg.] Et questo primo è chiamato F fa ut, pur ottaua dell' altro f fa, vt, et si come queste voci in infinito si possono accrescere in accutezza, in infinito si possono anchora diminuire in grauezza, pur che lo spirto non manchi, ò nell' una, ò nell' altra estremità; di che diligentemente ne scrisse Aristosseno ne suoi elementi Armonici.

[-18-] Gratioso. Piacciaui di dirmi anchora di questi tasti negri ouer semituoni tanto di tre primi quanto de gli altri seguenti; de' quali non hauete ragionato punto.

Alemanno. Questi (e cosi uerrò à rispondere all' altra parte della inspessatione; [Voci Cromatiche come da moderni chiamate. in marg.] di che mi hauete dimandato; la qual' è, che cosa sia quel genere; ouero specie cromatica) sono quelle uoci; che da' Musici moderni sono chiamate solleuate: et le segnano con un loro Carrattere, che da essi uien detto diesis in questa forma # come sapete; [Segno # del moderno diesis. in marg.] et nominano quelli semituoni; ma impropriamente; percioche essi non sono ueramente mezo tuono: et alcuni di questi li segnano anchora col b fa, come habbiamo detto, et è sempre semituon maggiore: et incominciandoci noi da questo semituon negro antecedente à C. fa ut, diremo esser il C. fa ut, solleuato, et questo altro E la mi, col b molle, questo altro negro primo de' secondi trè è F fa ut, solleuato et il secondo G. sol re, ut, solleuato, questo terzo già sapete quello; [Dimostratione de Tasti negri del Clauacembalo. in marg.] che habbiamo detto, ciò è, che egli è il b fa del Synemmenon; Tutti poi questi altri superiori, cosi come tutti gli altri inferiori sono ottaue di questi, che hora habbiamo ueduti.

Gratioso. Ciò capisco benissimo; ma desidero saper; perche in molti Clauacembali, et Organi, si come io hò auuertito, non si trouano questi due primi semituoni o tasti negri: ma solamente ui è questo terzo di b. fa.

Alemanno. [Tasti negri; che non sono in molti Clauacembali, et perche. in marg.] Questo cred' io che sia fatto; percioche tali uoci graui solleuate rare uolte uengono poste in uso, anzi che come douete hauere auuertito i moderni fabricatori de' Clauacembali et Organi gli accordano in ottaua con D. sol. re. et E la mi, et con aggiungere poi un tasto bianco sotto à questo F fa ut, grauissimo et accordandolo in ottaua con C. fa, ut, dicono apporui il mi, re, ut, ma quando pur essi si seruano de' due tasti negri primi à tali effetto di ottaue solleuate non restano di accordare esso tasto bianco aggiunto nella sua propria ottaua con E la mi; accioche egli non resti otioso. Ne uoglio passare con silentio una cosa di non poca importantia; della quale quasi niuno de' Musici moderni prattici ha cognitione, et è, che hauendo essi nelle loro compositioni da lor chiamate per b molle, et questo è la specie de' tre Tetracordi congiunti, ciò è del Synemmenon, posto il b. fa et uolendo essi solleuare il detto b. fa per far terza ouer decima maggiore col G <sol> re ut, ò col Gama ut, et anchora per fuggire la quinta falsa con E la mi, segnano esso b. fa col Carattere del loro # diesis toccando et sonando il [sqb] mi della specie de' Tetracordi disgiunti: [Diesis # segno del semitono minore non esser posto bene nel b fa [sqb] mi per uolersi reintegrare il [sqb] mi. in marg.] ma ciò da sonatori uiene ottimamente fatto, à caso però per non ui esser la corda segnata da tali Musici prattici et non da essi Musici prattici, con quel lor segno di diesis, [-19-] col qual sempre segnano il semituon minore, che è sotto la proportione 25 à 24. ma à uolere reintegrare giustamente esso [sqb] mi è necessario, che sia il semituono da 135. à 128; [Differentia del semituono minore, et del semituono supersettepartientecentouentotesimo. in marg.] che è maggior di esso semituono minore per un comma moderno ciò è da 81. à 80. onde essi per fuggire tale inconueniente douriano segnare non il diesis # ma il [sqb] quadro: et cosi ueramente sarebbe reintegrato esso [sqb] mi: et la cagion di tal diffetto loro è perche essi credono, che in questo luogo sia un tuon minore, et ui è il maggiore; che è quello della diuisione: questo però uiene a loro ben fatto all' hora, che procedendo per Musica finta pongono il b molle in E la mi, et uolendolo poi solleuare, et ritornare in esso E la mi, vero, segnano sotto a tal b molle il loro diesis: conciosia cosa che in questo luogo si troua il tuon minore, ilqual è composto del semituon maggiore; che è il b molle, et del minore che è il diesi. Hora diciamo, che cosa sia questo genere Gromatico: [Cromatico quello che sia. in marg.] ma sapiate anchora prima, che i moderni Musici prattici, et sonatori credono, che le uoci solleuate siano del genere Diatonico, et pur ueramente non sono, ne di alcuna delle sue specie; percioche egli non hà tasto alcuno negro se non il b fa, ch' è semituon maggiore: ma sono solamente del Genere Cromatico, eccetto però il G. sol re, ut, solleuato; il qual è stato intromesso et per la Decima maggiore con E la mi, et per la minore con [sqb] mi: et perche possa seruire per la quinta col C. fa ut solleuato: et in somma egli non è, ne può esser in modo alcuno del genere Cromatico per non hauer egli mai nel suo sistema questa corda, ò voce non che artificiale, ò solleuata: ma la naturale, se non all' hora, che si procede per Musica finta.

Gratioso. E che cosa è questa musica finta, della quale uoi faceste anco teste mentione? Non mi souuiene di hauer mai sentito dire, che ui sia musica finta.

Alemanno. [Musica finta che cosa sia. in marg.] Musica finta, che vera ella nonè, percioche esce fuori de' suoi veri Tetracordi, è una alteratione de' proposti Tetracordi col mezo de' semituoni a similianza de' Tetracordi veri, si come vengono à fare questi, i quali procedono disgiuntamente per un tuon piu basso, et il tuono della diuisione di maggiore, ch' egli è trà la Mese, et la Paramese, ò vogliam dire a la mi re, et [sqb] mi acuto: diuien minore trà la Lycanos Meson, et essa Mese, ciò è g.sol re vt, et a la mi re. [Tuono della disgiuntione di maggiore ch' egli è sempre nella Musica uera nella finta diuentar minore, et perche. in marg.]

Gratioso. Anchora che io capisca bene con l' intelletto il ragionamento uostro nondimeno desidero, che ma lo poniate inanzi à gli occhi con farmene l' essempio ond' io possa hauerne intiera, et chiara intelligentia.

Alemanno. Volontieri: ma per hora ve ne darò l' essempio del genere Diatonico, riserbandomi più oltre, et in più commodo luogo daruelo del Cromatico: et all' hora anco meglio intenderete il tutto. Tal è l' essempio:

[-20-] [Musica finta con b.molli et suo perfetto sistema Diatonico diatono incitato di Tolomeo. in marg.]

[Bottrigari, Desiderio, 20,1] [BOTDES 01GF]

nel quale voi vedete il legamento del primo Tetracordo esser D.sol re, il secondo d la sol re, et procedere sino à G sol re ut acuto: et il terzo Tetracordo; che cosi viene ad esser disgiunto, di Synemmenon esser diuenuto Diezeugmenon per un tuon più basso: [Tetracordo Diezeugmenon esser abbassato per un tuon nella Musica finta. in marg.] et il quarto da d la sol re, sin a g sol re vt, acuto fare officio pur dell' Hyperboleon, come qui potete uedere anco su 'l Clauacembalo, incominciando noi da A re, et alzandosi per un semituono: et da poi per un tuon maggiore, et dapoi per un minore: et cosi seguendo in tutti gli altri.

Gratioso. Con tutto ch' io vegga ottimamente, et anchora oda con le orecchie il tutto, à me non pare, che occorrendomi io la sapessi applicare alla pratica: ne mi assicurerei di dire, quando me ne fusse mostrato altroue, ch' ella fusse tal Musica finta.

Alemanno. Oho voi mi dite una cosa, che quasi non ve la posso credere, et parmi impossibile, che non vi souuenga di hauerne veduto, perlandoui da pratico, con queste chiaui.

Gratioso. [Chiaui in pratica della musica finta con b molli. in marg.] Certo voi me ne hauete fatto rammentare con queste demostrationi: [Musica finta con b molli composta in cantilene da huomini pratici famosi. in marg.] et ricordomi di hauer veduto quel famoso Motetto di Gian Motone, Peccata mea, con queste chiani:

[Bottrigari, Desiderio, 20,2; text: Basso, Tenore, Canto] [BOTDES 01GF]

e quell' altro di Loyset Pieton, O admirabile, nel quale egli non si contentò di porre tre b molli, ma pur assai volte vi aggiunse il quarto in A re, del basso, et anco il quinto in D. sol re, due volte, ò tre; souuiemmi anchora di vn' altro di Adriano VViliart nella Peccorina; il qual comincia Aspice Domine, et s' io non m' inganno, il Madrigale, Ponmi oue il Sol, nel terzo libro di Cipriano à cinque.

Alemanno. [Musica finta con b molle in che modo si possa ridurre alla uera. in marg.] Cosi stà veramente: ma voi douete forsi hauer auuertito, che l' una e l' altra di quelle voci, ò b molli di a la mi re, ò diciam, A re, et di D. sol re, non si truouano ordinariamente ne' Clauacembali, ò altri strumenti tali. Voi vi douete anco poi ricordare, come questa Musica finta si possa ridurre alla vera; che scriuendo il Motetto, ouer Madrigale, ò una voce piu alta per [sqb] quadro, ouer una quinta piu alta per b molle, ouero per l' istesso b molle una quarta piu basso, che è il medesimo per esser una ottaua piu basso.

[-21-] Gratioso. Parmi di ricordarmene, et credo, che si debbia fare in questo modo.

[Bottrigari, Desiderio, 21,1; text: Musica finta. Vn tuono piu alto, Vna quinta piu alto. Vna quarta piu basso.] [BOTDES 01GF]

Alemanno. Voi hauete detto, et fatto bene, che cosi a punto si hà da fare: ma se bene voi non hauete fatto mentione alcuna dell' altra Musica finta, non per tanto stimo, che ò non la sappiate, ò non ve ne siate ricordato, et quella è procedendosi per li semituoni minori, ò diciam, voci solleuate, cio è segnate col Diesis in queste forma, [Musica finta con diesis et come si possa ridurre alla uera. in marg.]

[Bottrigari, Desiderio, 21,2] [BOTDES 01GF]

et si riduce à vera alzandola un semiditono, et togliendo via i diesis #.

Gratioso. Io me lo ricordaua certo: ma staua pensando s' io ne haueua qualche essempio. [Ricercar di Anibal Padoano Organista per essempio della musica finta co' segni del diesis in marg.]

Alemanno. Voi n' hauete (aspettate) essempio da un gran valent' huomo, et famoso sonatore di Organo; il qual fu Annibale Padoano in una sua come dicono i prattici sonatori, fantasia stampata nel suo primo libro de Ricercari. [Musiche finte piu che à componitori pertinenti a sonatori per alzar secondo torna comodo a cantori le cantilene. in marg.]

Gratioso. E verissimo, et queste Musiche finte sono à mio giuditio molto più pertinenti à tali Sonatori, che a Cantori, ò Componitori, se però essi Componitori non fanno per mettere in questo modo il Ceruello a partito à Cantori. [Duo di Adriano che in apparentia finisce in settima. Discorso di Gioanni Spadaro musico intorno al Duo di Adriano, che in apparentia finisce in settima. in marg.] Ma questo ragionamento di Musica finta ci tirarebbe facilmente à dire di quel Duo di Adriano; che in apparentia finisce in settima; et diede a Musici di quei tempi tanto da pensare et da dire, et anco da scriuere: et tra gli altri à Giouanni Spadari; il qual si come intendo, dimostrò veramente in quella sua lettera scritta à Don Pietron Aron sopra tal Duo di non esser vn Musico da dozina. [Pietro Aron scrittor di musica. in marg.] Ma non voglio che questi nostri, anzi per meglio dir, miei Episodij, ouer digressioni, [-22-] che homai sono tante, che sono di souerchio; prolunghino molto più oltre la conchiusione di questo nostro ragionamento. Seguite dunque di dirmi di quel Genere Cromatico; accioche potiate finire di dichiararmi essa participatione se però vi siete spedito della vera pluralità di corde.

Alemanno. Non voglio che in questa Musica finta restiate anchora di auuertire; quando non l' habbiate altra volta auuertito, che se bene nel solfizare direm cosi, si procede con gli istessi nomi delle uoci, non però tra quelli sempre sono i medesimi interualli, et segnatamente, per non dir di tutti, il tuono, che è tra g. sol, re, ut: et a la, mi, re, il qual uiene a far l' officio del tuono della disgiuntione in questa musica finta (come habbiam già detto) è minore, et nella uera, trà a la, mi; re, et [sqb] mi (come habbiamo anco detto) è tuon maggiore. [Tuono della disgiuntione essersi abbassato per un Tuono. in marg.]

Gratioso. Stà bene. Ma di gratia non indugiate la speditione delle cose, che restano à dire per potermi anco poi ragionare de concerti, come uoi mi hauete promesso, che à niun modo me lo voglio scordare.

Alemanno. De' Concerti tosto ci spediremo, non dubitate; perche quanto al Genere Gromatico ci restano solamente alcune poche cosette da dire; et della participatione quasi niente; quando però noi hauremo detto à bastanza (che perciò quello, che resta a noi da dire, non è veramente molto) della uera pluralità di corde percioche in questa consiste tutta la importantia di essa participatione. [Cromatico trouarsi in tutti gli Organi, Clauacembali, et simili. in marg.] Sbrighiamoci adunque primieramente, come hauete ricordato, del Genere Cromatico, pertinente à quella pluralità di corde, che hora si vede ne' Clauacembali, et Organi, et altri sttumenti tali, la quale io son certo, che voi mi uerrete homai à poco à poco confessando, che ella non sia vera pluralità di corde, ò di suoni necessaria: ma si bene uno voluntario inspessamento di quelle, et tanto più ciò uoi affirmarete, quando haurete inteso, che questo Genere Cromatico è diuerso intieramente dal Diatonico incitato di Tolomeo; c' hora è tenuto, che si canti, et si suoni.

Gratioso. Hò veramente cominciato a conoscere tal diuersità di Generi; però, seguite pur gagliardamente alla distesa il uostro ragionamento.

Alemanno. Questo Genere, ò specie tale di Sistema, ò diciam Costitutione, ch' è formata da' semituoni maggiori, et da questi Diesis, ò come dicono essi prattici, uoci solleuate: ma meglio, semituoni minori rappresentatici conformemente certo all' epiteto di Cromatico; [Epiteto di Cromatico quello che imporia. in marg.] ilquale in somma non importa altro, che colorito, sotto questi tasti di color negro diuerso dal color di tutti questi altri tasti ordinarij [-23-] viene ragioneuolmente nominata Cromatica; imperoche essa è la specie Cromatica secondo la distributione, che del Tetracordo di quella già ne fece Didimo, si come ci dimostra Tolomeo ne' suoi Armonici, et viene primieramente composta dal Semituon detto maggiore, contenuto come più volte habbiamo detto, dalla Proportione Sesquiquindicesima, ciò è da 16. à 15. poscia dal semituono chiamato minore; [Capitolo 14 del 2. libro colon 6 della Tauola del genere Cromatico. in marg.] che è sotto la proportione da noi parimente più uolte replicata Sesquiuintiquatresima, ciò è da 25. a 24. et finalmente dal Semiditono di proportione Sesquiquinta, ciò è da 6. a 5. et di questa tale specie di Cromatico fu da Musici nostri antecessori fatta volontieri elettione, et inspessatone il Clauacembalo, et l' Organo; [Cromatico di Didimo di specie che torna comodissimo a la Musica Diatonica Diatona incitata di Tolomeo. in marg.] imperoche tale inspessamento torna molto bene per poter hauere le Terze maggiori, et le minori, et le Seste minori, et li maggiori in quello, si come parimente si hanno in esso genere Diatonico Diatono incitato di Tolomeo; col quale perciò non si poteua accompagnare altra specie di Cromatico, ne inspessare in modo alcuno i Tetracordi di quello se non co' Tetracordi di questo. [Ordine osseruato da gli antichi Musici, nel formare i loro Tetracordi Armonici. in marg.] Et è veramente cosa marauigliosa, che nel far Didimo tal distributione non hebbe rispetto ad uscir delle regole, et ordini vniuersalmente tenuti da tutti gli altri Musici antichi nel formare i loro Tetracordi in tutti i tre generi Musicali; ilquale ordine fù di metter nei Tetracordi gli interualli minimi nel graue, i minori nel mezo, et i maggiori nell' acuto: [Ordine suuertito da Tolomeo et da Didimo nel formare alcuni loro Tetracordi. in marg.] et da lui medesimo osseruato nel suo Diatonico, et nell' Enarmonico: et da Tolomeo poscia anchora similmente suuertito nell' ordinare il Tetracordo del suo Diatonico Diatono incitato; percioche egli pose il semituono Sesquiquindicesimo per lo primo interuallo graue: et fece del tuono sesquiottauo l' interuallo di mezo, et costituì l' interuallo superiore acuto del tuono sesquinono alterando cosi tale ordine di esso Tetracordo; del quale fu Didimo veramente primiero trouatore; [Presso il fine del capitolo 15. del primo libro Presso il fine del 3 et ultimo libro della sua Musica. in marg.] et di questa alteratione ne rende esso Tolomeo ragione buonissima ne' suoi Armonici. Alla quale Briennio ne aggiunge alcune altre. La principale intentione adunque di chi fece primieramente questa inspessatione, fù come habbiamo detto, per potere hauere le consonantie del Semiditono, et del Ditono, et dell' uno essacordo maggiore, et dell' altro minore; come sono in esso Diatonico incitato nelle vere forme loro; doue però si possono naturalmente trouare: [Musici antichi non haueuano per consonanza alcune degli interualli sotto la Diatessaron, ne sopra alla Diapente fin' alla Diapason. in marg.] cosa, che gli antichi Musici non hebbero in consideratione, se bene essi le formarono; imperoche essi non haueuano per consonante interuallo alcuno cosi di sotto alla Dyatessaron, ò [-24-] diciam quarta sino all' unisuono, come disopra alla Diapente, ouer quinta (eccetto però essa Dyatessaron) sino alla Diapason, ciò è ottaua. [Passato il mezo del primo et anco presso il mezo del 2. libro. In fine del capitolo 7. del primo libro. in marg.] Il che ci afferma Aristosseno ne' suoi elementi Armonici, et medesimamente Tolomeo ne' suoi Armonici, et molto più chiaramente Vitruuio nella sua Archittetura con queste parole ridutte in nostra lingua. [In fine del capitolo 4. del 5. libro. in marg.] Ne possono far consonantie ne la terza, ò Sesta, ouer settima uoce. ne ui adduco Boethio; [Boethio semplice relatore: ma bono ordinatore dellau dottrina de Musici antichi. in marg.] percioche, egli fu solamente semplice relatore: ma però buonissimo ordinatore della dottrina di questi, et altri principalissimi Matematici, et Filosofi Musici suoi antecessori; ma uoi mi parete star cosi pensoso?

Gratioso. Io sto ueramente più tosto, dirò ammiratiuo che pensoso.

Alemanno. Et da che nasce questa uostra ammiratione, ò questo uostro pensiero?

Gratioso. Nasce, che hauendo io molti et molti anni pratticato, come douete sapere con tanti diuersi Musici reputati de' migliori, et de' più Eccellenti dell' età nostra, et ragionato con loro infinite uolte delle cose della Musica, io non gli habbia mai sentito discorrere di queste cose; le quali mi rendono ammiratione; ond' io staua pensando, di uolerui addimandare, se a tutti i Musici tali Moderni, che compongono Madrigali, et Motetti, è loro necessario il saperle, et se le sanno; [Pratica musicale se batti a componitori moderni. in marg.] ò se per ciò basta loro la semplice pratica; perche parmi impossibile, che sapendole essi non me ne hauessero se non ragionato come fate hora uoi almeno moteggiato qualche poco in fauellando noi insieme. [Piace à gli huomini uniuersalmente di farsi stimare anco di piu di quello che sono. in marg.] Essendo che in questi nostri tempi pur gioua à gli huomini farsi stimare da molto più di quello, che essi ueramente sono: ma io non uoleua interromperui.

Alemanno. [Burla di uno Musico moderno per farsi stimare da qualche cosa. in marg.] Voi mi hauete fatto, ah, ah, souuenire di un certo Musico nostro moderno apunto; il qual per farsi riputare un gran Cimabue nella musica ha sempre in bocca ragionando con chi si uoglia vno schisma, o vno Diaschisma, ò qualche altra voce, ò termine musicale; col quale si possa egli persuadere di rendere non che ammiratione, o stupore: ma quasi indurre spauento, ò terrore a chi l' ascolta.

Gratioso. Questi è certo un bello humore; et hauete ragione di rideruene.

Alemanno. Ne ui credeste però, che egli sappia molto più oltre se bene fa professione di hauere presso di libri; ne' quali sono contenute cose importanti di Musica, et sono veramente di buoni, et Eccellenti Musici famosi: et quelli tiene egli solamente per andarui sciegliendo uoci tali, quali ui hò narrato. [A Musici è necessario saper non solamente la ragione delle canzoni che compongono: ma molte altre cose. in marg.] Et quanto à me poi, credo che a ciascun musica sia necessarijssimo il sapere non solamente tutto quello, che da me voi hoggi inteso: ma molte et molte altre cose infinite et di assai maggiore importantia. Ma se i Musici, ò per dir più propriamente [-25-] i componitori di Musica; che sono à questi nostri tempi, le sanno, io non lo voglio ne accertare, ne anco negare: dirò bene, che se essi le sanno, non lo mostrano; poi che ne ragionamenti loro, et ne' loro scritti non ne apparisce pur minimo segno, anzi pare, che si burliino, et si mocchino di qualch' uno, che è tenuto, che ne sappia alcuna: [Musici che ragionano della Teorica della Musica, uengono burlati, et scherniti da pratici. in marg.] et io perciò quelle poche, ch' io sò, tengo più celate, ch' io posso: et non ne ragiono con alcuno: Et se voi mi hauete hoggi fatto vscire, è stato per compiacere al desiderio vostro: et alle vostre dimande; allequali mi dispiacerà grandemente sempre di non hauer potuto, o di non poter sodisfare. Se à componitori tali basti poi la semplice pratica per componere Madrigali, ò Motetti, ò altra sorte di Cantilene, diroui di sì: [Fanciulli fanno miracoli a nostri tempi nel componere praticalmente le Cantilene. in marg.] poiche veggio, et prouo, che la maggior parte di quelli riescono con grande applauso: et in breue spatio di tempo sin' i fanciulli vi fanno dentro hora marauigliosi miracoli: ma soggiungerò bene anco, che non mi pare molto honore il far le cose, et non saperne render la ragione; percioche si suol dire, che questi tali arrosciscono: [Esser poco honore far le cose, e non saperne la ragione. in marg.] et l' arroscire dà segno della propria imperfettione, et se questo, ch' io dico à me non vien creduto, leggasi quello, che di tai genti, scrisse Guido Aretino monaco, nel suo Micrologo, et prima di lui il venerabile Beda nella sua Musica, et similmente Boethio. [Nel principio del prologo del 3. libro capitolo 34. libro 2. in marg.]

Gratioso. Horsù, sù, io vi ho inteso, io vi ho inteso: Ma per chiarirmene à fatto io voglio dimandarne à tutti: et anco per farli vscir meglio, et più facilmente voglio narrar loro di questo nostro ragionamento, et discorso fattimi da voi. Ne cosi tosto essi hauranno aperto la bocca, che mi farò in gran parte certificato, se ne sanno, ò non ne sanno; percioche si dice per prouerbio, tocca le campane, et le conoscerai al suono. [Prouerbio. in marg.]

Alemanno. Voi farete quanto vi piace: ma state bene auuertito di non fare di primo lancio in toppo in quel Musico da gli schismi; che à fè, à fè, voi non ve ne accertarete, ne cosi tosto, ne cosi facilmente, come hora vi persuadete.

Gratioso. O' bene, ò bene: qualche cosa sarà, seguite pur di dire quello, che resta di esso Cromatico, che per certo io ne sento gran piacere, et per maggior mia dilettatione, et intelligentia desidero poi: et ve ne prego caldamente, che non vi sia graue il dimostrarmi il procedere di esso Cromatico sù 'l Clauacembalo.

Alemanno. Et il procedere di esso Cromatico, et anco i luoghi della vera pluralità di corde mostraroui io volontieri su la testatura di questo clauacembalo, poiche le voci, ò suoni di essa vera pluralità non vi potrò fare vdire, si come io vi farò vdire per le corde di esso clauacembalo il procedere, et ogni altra cosa pertinente à tal Cromatico, tosto ch' io haurò finito [-26-] di dirui quel poco, che di lui mi resta da dirui, ch' è solamente, che esso godendo tutte le commodità, che gode per la participatione esso Diatonico Diatono incitato, patisce anchora tutte le imperfettioni, che patisce per essa participatione esso Diatonico Diatono incitato. [Dimostratione del Tetracordo Cromatico, et suo principio. in marg.] Hora vedete quà il proceder suo: Egli da questo tasto bianco, che sapete esser [sqb], mi, prende, si com' io vi dissi prender anco esso Diatonico, et tutti gli altri generi, il principio de' suoi Tetracordi, et procedendo dal Semituon maggiore, che è l' interuallo, come sapete, sino a questo altro tasto bianco di C. fa, vt, (e non istarò qui à raccordare altramente i nomi de gli antichi greci, per non prolongare inutilmente il ragionamento nostro) al semituono minore, che è questo tasto primo de' due primi negri, ilqual' è, come dicono, C. fa, vt, solleuato, et da questo piglia il salto del semiditono incomposto, lassando questo tasto bianco, che è di D. sol re, in questo altro tasto bianco seguente di E la, mi, et per maggior vostra chiarezza, hor che hauete veduto, et vdito il procedere di questo Cromatico nel suo primo tetracordo su 'l clauacembalo, ve lo voglio anco mostrare con la penna sù questa carta.

[Bottrigari, Desiderio, 26,1] [BOTDES 01GF]

[Tetracordo Cromatico, come si dimostra in pratica. in marg.] Et cosi nel suo procedere segue ordinatamente di semituono in semituono, et semiditono in ogni Tetracordo.

Gratioso. Poi che mi hauete fatta questa gratia, non dimandataui; piaciaui anco di ampliarla, et seguire di dimostrarmi il proceder seguentemente di questi Tetracordi.

Alemanno. Volontieri: Tal' è il suo procedere ne' due suoi primi Tetracordi disgiunti, immitando non solamente in questi, ma ne' congiunti, ò diciamo del synnemmenon anchora quelli del Diatonico in questa maniera.

[Bottrigari, Desiderio, 26,2] [BOTDES 01GF]

[Dimostratione di tutto il Sistema perfetto Cromatico disgiunto. in marg.] Et questi sono, come potete imaginarui, i quattro Tetracordi Cromatici disgiunti per lo tuono della diuisione, ilqual' è l' istesso del Diatonico, et è sempre commune à tutti i generi, et à tutte le specie loro. Euclie ne' suoi elementi Armonici ne scriue copiosamente.

Gratioso. Io intendo benissimo.

Alemanno. Questi altri hora saranno i congiunti, ouero co'l synommenon; ne'

[-27-] [Bottrigari, Desiderio, 27] [BOTDES 02GF]

[Dimostratione de' Tetracordi Cromatici congiunti. in marg.] quali il tuono della disgiuntione è diuiso ne' due semituoni l' uno maggiore, et l' altro minore segnato col Diesis # ordinario; [Tuono della disgiuntione diuiso in due semituoni et quali. in marg.] imperoche di maggiore, che egli ordinariamente è trà tetracordi disgiunti, in questi congiunti diuien sforzatamente minore per seguitar la regola detta de' semituoni, et tuoni, si come habbiamo detto, parlando noi del Tetracordo synemmenon Diatonico, et della Musica finta: Et perciò la corda d. la, sol, re, viene ad esser più rimessa, ò bassa dell' ordinario per un nostro comma; il qual poi si viene ad aggiungere al tuono minore seguente contenuto dalla corda d. la sol re, et dalla corda E la mi, et cosi di tuono miuore, ch' egli è, diuien maggiore, et si fa tuono della diuisione per una quarta piu alta à guisa del Diatonico, et di questo ne habbiamo commandamento da Tolomeo ne suoi Armonici. [Libro 2. capitolo 4. presso il fine. in marg.] Doue te anchora diligentemente auuertire, che in questo genere Cromatico, come souiemmi di hauerui altra uolta detto, non si troua la corda D. sol re, ne quella di G. sol re ut; non che quelle propriamente non ui siano; perche ui conuengono esser, et ueramente ui sono: ma non sono ne' luoghi proprij del Diatonico: ma quella del D. sol re, è nel C. fa, ut, solleuato, et quella del G. sol re ut, è nel F. fa, ut, solleuato: et questo auuiene; perche gli antichi Musici non dauano, se non un sol nome ad una corda, et quella cosi nominauano sempre in tutti i generi, et in tutte le specie Lycanos Hyppaton, et Lycanos Meson: [D sol re, esser diuersa nel Diatonico dal Cromatico, et dall' enarmonico. in marg.] ma i moderni danno nome alla D. sol re, hora di C. fa ut, solleuato, et hora di C. fa, ut, et la G. sol re, ut, chiamano hora G. sol, re, ut, hora F. fa, ut, solleuato, et hora F. fa ut: ma questo D. sol re, in C. fa, ut, et questo G. sol re, ut, in F. fa ut, è proprio del genere Enarmonico: et chi di ciò vuole più particolare scientia, lega Aristosseno ne' suoi Elementi Armonici: [Nel 1. libro de suoi Elementi armonici uicino al fine. et nel 2 libro passato poco piu del mezo, et anco nel terzo. in marg.] Ma questo al nostro presente intento non si appartiene punto: soggiungerò bene, che questo si ha da intendere solamente ne' Tetracordi disgiunti, et non ne' congiunti: Imperoche nel Tetracordo synommenon ui è necessariamente la corda D. la sol re; la qual è Diapason, ò diciamo ottaua di essa D. sol re, ma meno acuta della d la sol re, disgiunta per un comma in questo Diatonico Diatono incitato di Tolomeo, si come parmi, che di sopra fusse anchora auuertito. Il simile diremo, che occorra per Musica finta; la qual ci dà non solamente la corda del D. sol re, et del G. sol, re, ut, Diatonici: ma finge anchora [-28-] un b. molle in la mi re.

Gratioso. Per Musica finta si può dunque procedere anchora in questo genere Cromatico?

Alemanno. [Musica finta nel genere Cromatico. in marg.] Non ha dubbio alcuno; ma però con quelle auuertenze, che dicemo nel genere Diatonico.

Gratioso. Deh non ui sia d' impaccio, ò di qualche disturbo il mostrarmi anco in essa Musica finta il procedere di questa specie cromatica.

Alemanno. E che impaccio, ò qual disturbo uolete uoi, che mi recchi sì picciola cosa; qual è il far tal dimostratione? Eccouela. [Musica finta co' b molli ne Tetracordi disgiunti Cromatici. in marg.]

[Bottrigari, Desiderio, 28,1] [BOTDES 02GF]

[Musica finta co' b molli ne Tetracordi congiunti Cromatici. in marg.] Questa è ne' tetracordi disgiunti. Et questa ne' congiunti; ne' quali uoi uedete il b. molle in a la, mi, re, ch' io ui dissi hauere usato Loyset Pieton in quel suo motetto di Musica finta, O' admirabile, et il riducimento di quella alla uera Musica si fà, come si disse nel Diatonico.

Gratioso. Si può forse anco procedere in questo genere Cromatico per quell' altra sorte di Musica finta co' diesis?

Alemanno. Del Certo: ma ui bisogna qualche aiuto dell' altra prima, cioè di alcuni b. molli, et ne' tetracordi di quest' altra fittione, disgiunti; però molto meglio, et piu distintamente in un certo modo appariscono tutte le uoci sotto i loro semplici, et proprij nomi, che in alcun' altra dimostratione; percioche si uede chiaramente il procedere di esse uoci da righe à spatij, et da spatij à righe, come nel Diatonico. Eccoui la dimostratione, et eccoui, s' io dico il uero.

[Bottrigari, Desiderio, 28,2] [BOTDES 02GF]

[Musica finta co' diesis et co' b molli ne Tetracordi disgiunti Cromatici diuersa dalla prima. in marg.]

Gratioso. Cosi è ueramente: et credo che la sua risolutione in Musica uera si debba hauer à fare nella maniera istessa, che uoi mi diceste, che si fa quella del Diatonico.

Alemanno. Voi credete bene. Hora, che di questo genere Cromatico di Didimo, et del suo inspessamento col genere Diatonico Diatono incitato di Tolomeo hauete inteso quello, che sotto molta breuità ui ho potuto dire: [-29-] et cosi speditici di questa pluralità di corde non uera, come sò, che uoi mi confessarete hora ella non esser uera pluralità di corde.

Gratioso. Io lo confesso liberamente.

Alemanno. Passaremo piacendoui alla speditione della uera pluralità di corde.

Gratioso. Passiamoci di gratia, ch' io dubito assai di non hauerui homai faticato piu di quello, che da principio fu mente mia, et che uoi haureste uoluto; ma tanto dolci, et diletteuoli sono questi ragionamenti uostri, che io non mi stancarei mai di ascoltarui, si bene foste stanco, come credo certo, che siate di ragionare.

Alemanno. [Pluralità uera di corde, et utilità del b, fa di E la mi, aggiunto. in marg.] Per finire hora di dire della uera pluralità di corde, à quel tutto, che di essa habbiamo già detto, soggiungerò solamente, che sarebbe necessario di aggiungere ad E la mi, un altro b. molle piu graue di questo suo b. molle ordinario, ilqual' è creduto, che faccia quarta uera con questo b. fa graue ordinario, et quinta uera con questo altro b. fa, acuto ordinario del synemmenon: ma non le fa altrimente, et perciò sarebbe, com' ho detto necessario aggiungeruene sotto un' altro, ilqual ueramente le formasse nelle loro proportioni, che ciò si farebbe abbassandolo di suono per un nostro comma. Et in questo modo anchora il b. molle ordinario di esso E la mi, uerrebbe a far quarta uera col b. fa graue aggiunto, et quinta uera col b. fa acuto aggiunto del synemmenon.

Gratioso. Io crederei d' intendere con maggior facilità questa cosa, che uoi ui siete andata à mio giudicio riserbando in questo fine, per uerificare quel prouerbio, che dice, la corda esser dura, et difficile da scorticare. S' io ne uedessi in qualche modo la descrittione sù la carta; [Prouerbio. in marg.] perche à dire la pura uerità, io cosi non la capisco bene, come uorrei. Et quello, che piu m' ingombra di difficultà la mente, è l' haueru' io sentito dire, che questo semituono di b. fa graue, non fa quarta con questo altro b. molle ordinario di E la mi; et questo b. molle ordinario di E la mi, non fa quinta con questo altro b. fa acuto, si come parmi, che uoi poco auanti anchora uoleste inferire, che questo tasto di D. sol, re, non consonasse una quarta con questo altro di A re, ne una quinta, con questo altro di à la mi, re, ne questo F fa, ut, una terza minore, ne con questo semituono di b. fa graue il Ditono, ouer terza maggiore, quando diceste, che sarebbe stato bisogno aggiungerui un altro b. fa graue, et un' altro D. sol re, che li facessero; de le quai cose all' hora non ui dissi couelle; percioche dalla ingordigia di saper quelle altre cose, non mi fu conceduto, se bene ho poi hauuto pensiero di domandaruene: et questa tal mia difficoltà procede, che essendo cosi, come hauete detto esser creduto: ferma uniuersale opinione, non solamente di tutti i pratici sonatori, et di clauacembali, et organi: ma de' Musici pratici moderni, che pur trà loro si troui [-30-] esse terze, esse quarte, et esse quinte, cosi pare anco alle mie orecchie; lequali io non mi persuado però, che siano di piu perfetto, et discernente udito, che si fossero quelle del buon Mida: [Mida adornato da Apollo delle orecchie di Asino. in marg.] et massimamente all' hora che egli uenne, come si legge, adornato da Apollo di quella cosi bella coppia Asinina in segno honorato del buon giudicio fatto da lui nella controuersia, che uertiua trà esso Apollo sonatore della Lira, ò Citaredo, et Pane sonatore della Siringa.

Alemanno. [Difficultà sopra la perfetta intelligentia della participatione non esser intesa, se non da chi ha cognitiona, et pratica delle proportioni, et numeri armonici. in marg.] Voi siete à punto caduto in quella difficultà, nella quale io ho cercato di farui cadere; imperoche senza lei penso, che non haureste potuto intender bene quello, che à uoi resta di saper per intiera, et perfetta intelligentia di essa participatione, come hauete mostrato grandemente di desiderare d' intendere: ma uoi non sareste ueramente della famiglia, che uoi siete, se non desideraste ogn' hora qualche uirtuosa cosa: Hora demostrabile descrittione alcuna altra non sò, che ui potesse esser proposta per certificarui di questo uostro dubbio, che quella delle proportioni conseguentemente congiunte insieme, contenute da' proprij numeri; ma dubito, che in quelli non habbiate pratica a sufficientia, per quanto parmi di ricordare, che mi habbiate accennato in questi nostri ragionamenti.

Gratioso. Noi potressimo sperimentare, E chi sà, che uoi non haueste fatto in cosi poco spatio di tempo, se non un Dottore, almeno, un buono scolare? Se ui piace, et potete, mostratemi esse proportioni.

Alemanno. Piacemi, et uoglio, et posso; et s' io non m' inganno, senza dubbio anchora scriuendole; imperoche credo di hauerne uno essempio adosso. Eccolo per mia fè: uedete, che sopra à ciascun numero anco è segnato il carattere di Guido Monaco corrispondente à quelli: considerate hora uoi quello, che ne potete cauare di buono.

             aggiunta       aggiunta  agguinta
1920.1728.1620.1600.1536.1440.1296.1280.1215.1200.1152.1080.960
  G.   A.   b.   b. [sqb]. C.   D.   D.   b.   b.   E.   F.  G.
Dimostratione de' numeri pertinenti alle uoci diatoniche, con le aggiunte per la uera pluralità di corde.

Gratioso. [Prouerbio. in marg.] In fatti, chi asino è, et ceruo esser si crede, al saltar del fosso se ne auuede, dice il prouerbio. Io conosco chiaramente, che il mio sarebbe un perder il tempo, et pestar, come si dice, acqua in mortaio, quantunque mi paia di comprenderui un non sò che. [Prouerbio. in marg.]

Alemanno. Io dubitaua grandemente di questo, come ui dissi; percioche queste cose non sono facilmente intese, se non da chi ui ha fatto qualche studio lungo intorno, et ui sia uersato dentro: Ma se uoi credeste di poter superar questa difficultà, con la ueduta in un' altra maniera, poiche superare [-31-] non l' hauete potuta in questa, con questi numeri: nè la potete hora con l' udito: Io ui disegnarei in un subito sù questa carta una testatura da clauacembalo, ò da organo nel modo giusto, ch' ella si ricerca à questa uera pluralità di corde: Et vuò, che facciamo quest' altra proua un poco, se per questa tal strada uoi poteste sodisfare al desiderio uostro, che per quella de' suoni io la reputo impossibile: poiche, per quanto io mi uado immaginando, le uostre orecchie non hanno mai sentito altra consonantia, se non la Diapason nella sua uera forma: ma siano usate ad udire solamente queste cosi participate, manche, et alterate in tutti gli strumenti stabili, et stabili alterabili: [Consonanze participate esser manche, et imperfette. in marg.] et per hora non habbiamo commodo alcuno da farui quelle udire, com' io ui prometto di farui udire un' altra uolta ad ogni uostro piacere sù la Regola armonica, detta da Moderni Monocordo, cioè strumento da una corda sola.

Gratioso. Prontamente accetto questa uostra gentilissima proferta: et usarola uolontieri qual' hora saprò, che non ui sia lo scommodo uostro, ne uoglio asconderui la mia ignorantia anco in questa parte esser molta: ma spero anco uostra mercè di uscirne tosto, tosto.

Alemanno. Se non fusse l' hora cosi tarda, io direi, che mandassimo à pigliar il Monocordo: ma in fatti egl' è troppo tardi: non u' incresca di gratia d' indugiare fin à domani, ch' io spero di darui, e sodisfatione, e diletto. Hora credo, che uoi riconosciate chiaramente tutti questi tasti bianchi per li medesimi, che sono in questo clauacembalo: et che sono etiandio ordinariamente in tutti gli altri strumenti di questa specie; oltra di ciò, che alcuni di questi semituoni siano spezzati in mezo, cioè duplicati, con esser l' uno posto sopra l' altro; et perciò siano stati à causa di distintione da me disegnati, per una loro parte tutti negri, et per un' altra tutti trattizati.

[Bottrigari, Desiderio, 31; text: F, [Gamma] A, [sqb], C, D, E, G, a, [sqb][sqb], c, d, e, f, g, aa, [sqb][sqb][sqb], cc, dd, ee, ff, gg, aaa, [sqb][sqb][sqb][sqb]] [BOTDES 02GF]

Gratioso. Per tali io riconosco egli uni e gli altri.

Alemanno. Hauete hora da sapere, che tutti questi semituoni negri hanno da esser di uoce, ò per dir meglio di suono alquanto piu acuto di questi altri trattizati suoi compagni; Et per uenire à darui di loro più chiara, et particolare distinta notitia, dicoui, che questo primo semituono trattizato [-32-] di questa prima coppia è il b. fa graue ordinario in tutti questi tali strumenti, et questo altro suo compagno superiore tutto negro è il b fa aggiunto. Questo seguente tutto negro è il D. sol re, aggiunto. Quest' altro poi trattizato primo della seconda coppia è il b. molle aggiunto di E la mi. E questo secondo, alquanto superiore tutto negro suo compagno è il b. molle di esso E la mi, ordinario in tutti gli strumenti tali. Di quest' altra coppia di semituoni soli, questo primo trattizato è il b. fa synemmenon, del quale è ottaua graue questo altro trattizato, et questo altro suo compagno negro tutto è per l' ottaua di esso b. fa graue aggiunto, si come tutti questi altri semituoni sono respettiuamente ottaue acute, et ottaue sopracute, et acutissime di tutti questi altri graui. [Vtilità del b. molle di E la mi, aggiunto. in marg.] Hora l' ufficio di questo b. molle primo di E la mi, aggiunto sarebbe di far uera quarta come io ui dissi, cosi in astratto, con questo b. fa graue ordinario, et uera quinta con questo altro b. fa acuto ordinario del synemmenon, et di questo altro b. fa graue tutto negro aggiunto, sarebbe di far uera quarta, con questo b. molle ordinario tutto negro di E la mi. Et della sua ottaua acuta aggiunta il far uera quinta col medesimo b. molle ordinario di E la mi; [Vtilità del D. sol, re, aggiunto. in marg.] La utilità poi, che ui ho detto, et affermato, con l' autorità del Fogliano, che si riceuerebbe da questo D. sol, re, aggiunto, sarebbe il fa uera quarta, con A re, et uera quinta, con A la, mi, re, et oltra di ciò fare uero semiditono, ouer terza minore, con questo F fa ut bianco, et con questo b. fa graue ordinario il uero Ditono, ouer terza maggiore, si come anco esso Ditono, ouer terza maggiore consonarebbe trà questo b. fa graue tutto negro aggiunto, e questo D. sol, re, bianco: et il uero semiditono, ouer terza minore si udirebbe trà esso b. fa graue negro, et questo Gamma ut bianco: [Vtilità del b fa grane aggiunto. in marg.] Et questo in conchiusione è tutto quello, che s' appartiene ad essa uera pluralità di corde.

Gratioso. Poi che uoi mi haueuate detto, che uera pluralità di corde, non è quella, che si uede in questo, et ordinariamente in tutti gli altri clauacembali, et organi: et contiene in se per ciascuna ottaua tredeci corde, ò canne, facendosi principio da questo tasto bianco di F fa, ut, grauissimo: Io mi era andato imaginando, che uoi mi haueste à dimostrare, che la uera pluralità di corde ne hauesse à contenere dentro ad una ottaua diciotto, ò uenti, ò per lo meno sedeci: ma io uedo sù questa testatura disignatami, et dichiaratami da uoi essere appena eguale alla non uera, cioè di tredeci: et trà quelle esserne connumerate anchora due delle ordinarie; lequali sono questo b. fa graue trattizato, et questo b. molle negro di E la mi, et sottratte da essa pluralità di corde uera, ella per mio parere uiene à rimanere solamente di undeci corde, ò canne, et [-33-] per conseguenza ad esser minore della pluralità non uera apparente, et ordinaria per due corde, ò canne, et perciò conseguentemente anchora la non uera pluralità di corde ad esser la uera, et la uera ad esser la non uera; ilche tengo per impossibile, non che per inconueniente.

Alemanno. La conchiusione delle vostre premesse sarebbe ueramente tale, quale uoi l' hauete fatta, quando si hauessero da intendere esse premesse cosi semplicemente, come le hauete proposte, ma bisogna auuertire, che le uanno intese di altra maniera; [Diatonico incitato di Tolomeo, et Cromatico di Didimo communicano insieme. in marg.] imperoche la pluralità di corde non uera, et apparente è una compositione, ò uno inspessamento di uoci, ò suoni di due generi Armonici, cioè Diatonico, et Cromatico insieme, cosi che l' uno si può seruire dell' altro nella guisa, che hora costumano di comporre et Madrigali, et Mottetti, et altre cantilene tali indifferentemente i Musici pratici moderni, cioè con terze, et seste consonanti à diuerse aiere in un tempo medesimo, col mezo della participatione. [Pluralità uera di corde, serue ad vn sol genere, che è il Diatonico incitato di Tolomeo. in marg.] Et la uera pluralità di corde, contiene solamente quelle corde, ò suoni, che sono pertinenti ad un sol genere, che è il genere, ò diciam piu tosto la specie Diatonica Diatona incitata di Tolomeo; laqual ci dà naturalmente, et nelle uere forme loro, et Ditoni, et semiditoni, et l' uno, et l' altro essacordo consonanti. Et in questo modo ad otto corde continenti una Diapason principiata, come uoi hauete detto, ne uengono aggiunte cinque, che sono piu della metà dell' ordenario. Oltra di ciò uoi douete auuertire, che le due corde, ò suoni, che dite esser (come sono ordinariamente in tutti i clauacembali, et in tutti gli organi) non sono piu di essa pluralità di corde non uera, che si siano di essa uera, anzi molto piu proprie della uera ad un certo modo, che della non uera, et massimamente questa del b. molle negro di E la mi, essendo che esse dependono dal tetracordo synemmenon, onde tolte uia queste due dall' una, et dall' altra di esse pluralità di corde, come communi, rimaranno, tanto per la uera, quanto per la non uera undeci corde, ò suoni, in ciascuna loro ottaua presa al uostro modo; [b. molle di E la mi, depende dal b. fa del synemmenon. in marg.] per laqual cosa la uera non essendo superata dalla non uera pluralità: ma per lo meno rimanendo sua eguale, cosi uerrà per quella altra ragione della sua simplicità à restare pluralità uera, et la non uera à rimaner non uera per la sua compositione.

Gratioso. Io non credeua, che i Musici fussero tanto sottili: et sapessero tanto inanzi del sillogizzare; ma io mi auuedo dell' error mio.

Alemanno. [Musici pratici, che compongono solamente cantilene, non sono perfetti Musici. in marg.] Error uostro in questo non ci ha, se non inquanto, che uoi hauete sempre stimato solamente Musici quei, che sanno infilzar note, come si dice, insieme et sono puri pratici, de' quali vuò che da noi sia già per non intrare in altri ragionamenti di loro stato detto à bastanza: [Musici quali debbono essere. in marg.] Ma se haurete commercio co' Musici Teorici, uoi conoscerete qual bisogna, che essi [-34-] siano: E gli scritti di quegli antichi chiaramente e breuemente lo dimostrano: Oltra che si sà, che una parte di loro fu della scuola Pitagorica, un' altra ne uscì della Academia Platonica, et un' altra del Liceo, ouer della loggia Aristotelica, et Pitagora istesso, et gli istessi Platone, et Aristotele ne scrissero molto dottamente. E qui mi protesto, che ne per questa, ne per alcuna altra cosa, che hoggi io habbia ragionato cosi all improuiso con esso uoi della Musica, habbiate col bell' ingegno uostro, ne habbia altri, a' quali uoi foste per narrarla, come hauete detto di uoler fare à quello amico de gli schismi, da sillogizzare, ch' io mi stimi uno di quei Musici da me accennati: Ben desiderarei di essere, et se non per altro, almeno per l' autorità di poter leuare molti abusi, che sono hora in questa nostra Musica moderna, ò per dir meglio in questi nostri nominati Musici moderni, de' quali abusi due sarebbono i primieri: [Abusi di Musici moderni esser principalissimamente dui. in marg.] et di esse due il principale, quello della indifferentia, con laquale uengono composte le cantilene, non si trouando alcuna diuersità trà le compositioni deliciose, et lasciue: et le funebri, et lugubri, et quelle, che hanno à seruire al culto diuino, inuocando, ringratiando, et laudando la onnipotente Maestà di Dio, et i suoi Santi; per lo quale effetto, come ci essorta Tolomeo ne' suoi Armonici sponendoci la mente di Pitagora sopra ciò: [Musica trouata da Pitagora per laudar principalmente gli Dei, et per eccitatione de gli animi nostri, nel fin del capitolo 6. del 3. libro. in marg.] fu principalmente trouata la Musica, ilche breuemente, et con gran felicitade uiene espresso dalla risposta d' Apollo alla interrogatione fattagliene da un' amatore delle Muse in questo essastico. Vditelo di gratia, et auuertite il misterio anco inchiusoui dell' essacordo di Guido monaco, cioè delle sei note Musicali ordinario, ascendenti, et discendenti.

Candidulo vultu, ruseo, et suffusa pudore

Dic quare in terris Musica carpit iter?

Apollo. Vt Repleat Miseros Facili Solamine: Laudes

Sola Vagis Miras Repetat: Vtque modis

Diuorum: benefacta uirum, et pia munera vatum,

De coelo veniens Musica, in orbe viget.

L' altro abuso sarebbe quello de' concerti, dondo hebbero principio queste nostre cosi lunghe ciancie; et facil cosa forse sarebbe, s' elle penetrassero loro alle orecchie, che persuasi da quelle per tante buone ragioni, che in se contengono, se ne astenessero: et non uolessero per l' auuenire dar da ridere a gl' intendenti della Musica, con tante loro confusioni [-35-] di strumenti diuersi, con la moltitudine de' quali si credono di fare essi i miracoli, che si legono di quegli Orfei, di quegli Anfioni, et di tutti quegli altri Antichi Musici. Et quanto s' ingannino, uoi ne potete fare loro buona testimonianza.

Gratioso. Voi ui leuate cosi in piedi? non ui raccordareste forse, che ui resta da dirmi della participatione, et de' concerti di hoggidì cosi famosi, si come uoi ui siete obligato di dire?

Alemanno. Perdonatemi, che a confessarui il uero io era entrato in un poco di escandescentia: et come si dice sù il poledro: [Prouerbio. in marg.] ma questo poco di moto mi haueua ben fatto risentire, et ritornare à casa: ne uoglio mancare di quanto ui ho promesso.

Gratioso. Io ui credea flemmatico, et non colerico, ritornate dunque à sedere, et ripigliate il filo del uostro ragionamento, per la participatione, della quale mi dourete homai cominciare à dire; poiche conchiudeste d' hauer parlato à bastanza della pluralità di corde, per quanto s' appartiene à farmi capace di essa participatione.

Alemanno. Se uoi hauete bene inteso, come parmi, che habbiate inteso benissimo, che cosa sia la uera pluralità di corde, facile sarà, che subito intendiate benissimo anchora, che cosa sia la participatione; percioche non sapendosi quella, non si può comprender questa à modo alcuno. [Pluralità uera delle corde, dà ad intendere bene la participatione. in marg.]

Gratioso. Buono è stato ueramente il pensiero, et trouato uostro di propormi questo tastame da clauacembalo, ond io habbia potuto far paragone di lui con questo ordinario; percioche ueramente cosi, se non in tutto, in grandissima parte almeno ho compresa essa pluralità di corde uera, cioè semplice, et necessaria (dirò cosi) per l' effetto di poter hauere quelle consonantie nella perfettione loro, e loro uera forma; nellaquale giouami di crederui, che non si habbiano in questa altra pluralità di corde non uera, cioè composta, et alterata; Della qual cosa certo restami che desiderare, per non possedere anco bene, cosi la diuersità, che è tra quelle uere consonantie, et queste participate, da uoi chiamate manche, et imperfette, et fuora della uera forma loro, ò delle correspondentie loro proportioni.

Alemanno. [Monocordo ouer regola Armonica. in marg.] Di questo vi certificarà domani intieramente le regola Armonica Maestro di legno chiamata da Guido Aretino, ò diciam Monocordo. A' me basta hora, che intendiatc, che altro siano le uere terze, et le minori, et le maggiori: le uere quarte, et le uere quinte, et similmente amendue le uere seste, che quelle di questo, et de gli altri clauacembali, de gli organi, et di tutti gli strumenti tali stabili, et stabili alterabili, si come dite d' intendere, et anco à me pare, che uoi intendiate à bastanza; ond' io ritorno à dirui, che essa participatione, non è altro, che uno [-36-] fuggire la uera pluralità di corde, et con un sol b. fa, et con un sol D. sol re, et con due E la mi, fare quello effetto prossimamente, che farebbono i duo b. fa, i due D. sol re, et i tre E la mi, ingannando il senso dell udito. Ho detto prossimamente; imperoche perfettamente non si può fare, se non con essa pluralità uera: [Vdito non godere intieramente il diletto delle consonantie quelle essendo participate. in marg.] et ho detto ingannando il senso dell' udito; percioche egli intieramente non gode quel diletto, che goderebbe udendo le consonantie nelle perfette forme loro: ma cosi le ode per la maggior parte, ò aggrandite, ò scarseggiate, ilquale atto di scarseggiare da mastri fabricatori, ouero accordatori di tali strumenti è nominato spuntare. Ho detto anchora, con un sol b.fa, et con un sol D. sol re, et con due E la mi: ma perciò non uoglio, che intendiate, ò con questo, ò con quel suono, ò diciam uoci, ò de gli ordinarij, ò de gli aggiunti; percioche, se ciò si facesse, si uerrebbe à tornare, et incorrere ne gli istessi inconuenienti, et difetti. Ma vuò che intendiate per un suono mezano trà l' ordinario, et l' aggiunto, il qual procedendo però da questi tasti ordinarij possa far l' ufficio rispettiuamente de gli uni, et de gli altri. Ilche se bene uien fatto, com' ho detto, alquanto imperfettamente: nondimeno egli uien fatto, senza dispiacer dell' orecchie. E tal b.fa, ouer D.sol re, ò tali E la mi, non essendo altro, che suoni rappresentatiui de' termini communi di tutte le consonantie, parte delle quali erano primieramente terminate conforme alla perfettione loro in uno di essi due b. fa, ouer di essi due D.sol re, ouero di essi tre E la mi, et parte nell' altro di quelli fà, che ciascuna consonantia tale uenga accresciuta oltra alla sua perfettione, ouer diminuita di quella: cosi però, che per tale atto di alteratione, che essi Mastri nominano participatione niuna consonantia si scosta dalla sua propria, e uera forma, tanto che, com' ho detto, le orecchie ascoltatrici non la possano udire, et uolontieri sopportare; [Consonantie alterate per la participatione esser supportabili alle orecchie. in marg.] Imperoche si è per isperientia trouato, che niuno b. fa, ouer D.sol re, ò E la mi, pigliato da per se solo può supplire, per questi altri b. fa, ouer D.sol re ò E la mi de' pratici. Et questo è tutto quello, che della cagione di essa participatione ne ha lasciato scritto, et copiosamente assai piu di ciascuno altro Scrittore il Fogliano nella sua Musica specolatiua, et quasi con queste medesime parole, eccetto però de' due, ò de' tre E la mi, de quali egli non fece parola alcuna; [Capitolo 2. della 3. diuisione. in marg.] imperoche non hebbe notitia del secondo b molle di esso E la mi: et fu gran cosa certo, essendo egli stato molto diligente consideratore di tutte le altre imperfettioni di esse consonantie, et buono proueditore à quelle: A' questa imperfettione è poi stata posta auuertentia da Musici posteri suoi, et dato soccorso, con esso b. molle secondo aggiunto. [Opinione del Fogliano intorno alla participatione. in marg.] Se uolete hora, ch io soggiunga la opinione mia della origine, ò inuentione di quella al modo, che esso Fogliano seguentemente racconta [-37-] in esso Capitolo esser tenuto nell' effettuarla da' Mastri tali pratici, che ueramente è quello, che hoggidì tengono essi anchora, lo farò prontamente per darui compiuta sodisfattione.

Gratioso. Mi sarà ueramente di grandissima sodisfattione il sapere e l' una, e l' altra cosa; perche molto meglio cosi me la uerrò imprimendo nella mente. Et se uoi mi direte insieme quali siano quegli scrittori, che ne habbiano parlato, mi sarà grandemente anchora grato; percioche forse dalla lettione de gli scritti loro sentirò piacere.

Alemanno. [Scrittori, che hanno parlato della participatione capitolo ultimo. in marg.] Gli scrittori, che oltra esso Fogliano hanno fatto mentione ne gli scritti loro di essa participatione: ma con gran breuitade, et solamente cose pertinenti ad effetuarla, sono questi. Don Pietro Aron, nel suo Toscanello: Gioan Maria Lanfranco; nelle sue scintille di Musica parlando del modo di accordare gli strumenti, cioè, Clauacembali, ò Organi, Vincentio Galilleo nel suo Dialogo della Musica antica, et moderna: [Capitoli 41. 42. con gli altri seguenti della 2. parte propositione prima del quinto ragionamento del 14. capitolo fin al 27. del 3. libro. in marg.] Don Gioseppe Zarlino, nelle sue institutioni Armoniche, toccando qualche parola della cagione di quella: et anco nelle demostrationi Armoniche: Don Franceseo Salines ne' suoi libri di Musica. [Opinione dell' Autore intorno al ritrouamento della participatione. in marg.] Hora l' opinione mia d' intorno alla origine, et ritrouamento di essa participatione è questa, che essendosi quei primi Mastri pratici fabricatori de' Clauacembali, ò Organi proposti la fabrica di quelli dentro à' termini del Systema Diatonico Diatono incitato perfettissimo, cioè delle quindici uoci, ouero delle diciasette compresoui il semituono di b. fa, del synemmenon, et l' altro della sua ottaua graue; del qual questo, che qui ui disegno, uiene ad essere il semplice testame.

[Bottrigari, Desiderio, 37; text: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, F, [Gamma], A, [sqb], C, D, E, f, g, a, [sqb][sqb], c, d, e, f, g, aa, [sqb][sqb][sqb], cc, dd, ee] [BOTDES 02GF]

[Testame del semplice Diatonico incitato di Tolomeo. in marg.] Venuti essi à dare il suono particolare à ciascuna corda, ò canna, forse bene anchora, con l' aiuto della Regola Armonica, ò diciam Monacordo, attastando poscia i suoni insieme per sentire il buon, et aspettato accordo delle Consonantie loro, et trouando, non solamente alcune quinte, et quarte, et terze, et seste non consonare: ma di esse consonantie anchora mancarne alcune, ò per dir meglio, molto lontane dalle forme loro: et sappendo essi insieme, che tal sistema in se non essa certa quantità di uoci, [-38-] ò corde, ò tasti dimostratiui, si posero à far proua, se col lasciar da banda la ragione, et le non conosciute piu che tanto da loro proportioni uere di esse consonantie potessero sodisfare, et compiacere al senso dell' udito, ilche è proprio principale oggetto dell' Armonia; [Senso dell' udito è il principale oggetto dell' armonia. in marg.] onde fermate primieramente, con ogni possibile perfettione le ottaue superiori del suono (dirò seguendo l' uso commune) di questo tasto di C. fa, ut, in quella uoce giudicata da loro per ben commoda, et alle parti graui, et alle parti acute nominato uniuersalmente da' Mastri moderni tali Tuon Corrista, cominciarono à tentone hora à tirare, et hora ad allentare le altre corde di esso clauacembalo, et à cosi uariare spesse uolte esse fraposte consonantie, finche uenne lor fatto di conseguire un mezano suono temperato in guisa, che conforme all' armonia, si compatissero scambieuolmente insieme, cioè, che l' una non si accostasse tanto alla sua perfettione, che l' altra restasse di maniera imperfetta, che ella fusse insopportabile alle orecchie: ma fusse cosi participata egualmente la imperfettione trà loro, che nel modo sposto tutte si rendessero non solamente supportabili, ma diletteuoli all udito.

Gratioso. [Opinione dell' Autore del principio della participatione hauer molto del uerisimile. in marg.] Questa uostra opinione del principio di essa participatione ha molto del uerisimile: et maggiormente ueggendosi, che giornalmente tutti i moderni pratici Accordatori nell' accordare, e Clauacembali, ò Spinette, Organi, Regali, et altri strumenti simili vsano un modo tale, ilqual per la gran pratica, che essi ui hanno fatto dentro, è tanto loro facile, che par quasi à chi li uede operare, che essi facciano tal' operatione loro per ferma scientia. [Accordatori d' organi, spinette, et simili usano di accordare à Tentoni. in marg.]

Alemanno. [Opinione dell' Autore sopra l' accordare gli strumenti, et alle unisonanze loro. in marg.] Io non ui uoglio tacere un mio pensiero, sopra queste accordature cosi participate, e fatte à tastoni da tai pratici accordatori; ilqual' è, che essendo il senso dell' udito un senso, come tutti gli altri quattro, il qual può facilmente esser per natura di minor perfettione in questo suggetto, che in quello, et per accidente anco deprauato, cosi in questo, come in quello, et meno, e piu secondo la buona dispositione, et la indispositione corporale di uno accordatore in quel punto di tale atto di accordare: Se si facessero accordare due diuersi clauacembali, ò organi, anchora che fossero di una istessa grandezza, et di una medesima bontà da due uarij mastri stimati anco diligenti, et eccellenti, et in luoghi alquanto separati, et lontani l' uno dall' altro, cosi che udire non si potessero: et quelli tirati in somma sotto un commune primo unisuono conuenuto trà loro à quell' eccellentia maggiore di accordatura, che essi hauessero sapputo, et particolarmente fusse loro state possibile: posti poscia tali clauacembali, ò organi, cosi accordati a fronte insieme, et uicini: Io dubito grandemente, che toccandosi le corrispondenti corde, ò canne non [-39-] fussero per udirsi in uero unisuono, se non le ottaue del primo commune conuenuto unisuono: Anzi di piu dirò, ch' io stimo, che ciò fusse parimente per auuenire, se ben fusse un mastro solo, che accordasse separatamente amendue essi strumenti: ma però non facesse, se non il primo conuenuto unisuono con l altro di quelli, ilqual fusse stato il primo ad esser da lui accordato.

Gratioso. Parmi gran cosa questa: e se bene possibile, difficile, nondimeno molto da auuenire.

Alemanno. Et io possibile, et facilissima la stimo, non solamente, per la suppositione fatta da me del senso dell udito: ma per alcuni altri accidenti, che per breuità non uoglio stare hora à raccontarui, delle cose materiali, che etiandio ui possono facilmente concorrere, stante pur la supposta egualità della grandezza, et della bontà di quegli instrumenti: Et s io pensassi, che uoi considerando meglio questa facil possibilità, non foste per acconsentire à tal mia opinione: io tornarei à ponerui di nuouo in consideratione quello, che poco men, che nel principio di questi nostri ragionamenti si disse della gran difficoltà di accordare insieme presentialmente due, tre, et maggior numero di Viuole: et di altri strumenti Musicali; onde per la parte loro uiene accresciuta quella confusione de' suoni; laquale si ode con tanto fastidio, et affanno delle purgate, et ben giudiciose orecchie, come hauete mostrato esser le uostre.

Gratioso. [Prouerbio. in marg.] Voi tirate molto bene per mio giudicio l' acqua, come si dice, al uostro molino Et anchora, ch' io desiderassi d' intendere da uoi qualche altra cosa pertinente ad essa participatione, dellaquale, s' io non m' inganno, hauete quanto à uoi fatto la conchiusione: nondimeno uoglio contentarmi di quanto me ne hauete detto, et mostrato, riserbandomi, à douermi far dare informatione piena del modo, che si tiene attualmente in effetuarla, da essi Mastri pratici, et accordatori, se però letto, ch' io haurò quei libri, i quali mi hauete detto, che ne trattano, io non me ne sentirò sodisfatto à bastanza. Et poi, che non sò se à caso, ò pur come piu tosto io credo, con artificio siate ritornato à parlare de' concerti, uoglio, che di quelli ui piaccia di seguitare dicendomi liberamente il parer uostro di quei tanto marauigliosi, et famosi in ogni parte, ad imitatione per non dire emulatione, ò concorrenza de' quai si sforzano di fare i suoi questi nostri Musici.

Alemanno. Non mi ricordo bene, se uoi allegandomi quei famosi concerti, quasi come testimonij maggiori di ogni eccettione, mi nominaste i luoghi, ne' quali con tanto eccellente artificio si fanno.

Gratioso. Credo di nò.

Alemanno. Sono essi forse quei di Venetia? [Concerti musicali di Venetia. in marg.]

[-40-] Gratioso. [Concerti Musicali di Filarmonici di Verona. in marg.] Non sono altrimente, se bene intendo, che sono molti diletteuoli.

Alemanno. E quai sono dunque? forse quei de' Fillarmanici Veronesi?

Gratioso. [Concerti Musicali di Ferrara. in marg.] Quei de' Fillarmanici, et quei di Ferrara principalmente.

Alemanno. [Gran concerto dell' Altezza Serenissima di Ferrara. in marg.] Di quei di Ferrara adunque, intendendo principalmente à punto di quei del Serenissimo Signor Duca, ragionaroui. Et perche di questi io ne posso, come disse il lor Poeta, parlar come per arte, essendomi trouato alcune uolte à uederli, et udirli, cosi in publico, come in priuato, prouandosi in camera; Vuò, che la conchiusione, che di quelle ui sarà da me fatta, habbiate da intender esser fatta anchor di tutti gli altri simili concerti eccellenti, e rari, et degni ueramente di esser ricordati, et prezati. [Camere de Musici del Serenissimo di Ferrara. in marg.] Hora udite. Ha l' Altezza sua due gran camere honorate, dette le camere de' Musici; percioche in quelle si riducono ad ogni lor uolontade i Musici seruitori ordinariamente stipendiati di sua Altezza; [Musici diuersi stipendiati dal Serenissimo di Ferrara. in marg.] iquali sono molti, et Italiani, et Oltramontani, cosi di buona uoce, et di belle, et gratiose maniere nel cantare, come di somma eccellentia nel sonare, questi Cornetti, quegli Tromboni, dolzaine, piffarotti; Questi altri Viuole, Ribechini, quegli altri Lauti, Citare, Arpe, et Clauacembali; iquali strumenti sono con grandissimo ordine in quelle distinti, et appresso molti altri diuersi strumenti tali usati, et non usati.

Gratioso. Come non usati? et quai sono questi strumenti non usati?

Alemanno. [Strumenti usati, et non usati quali nella camera di Musici del Serenissimo di Ferrara. in marg.] Strumenti non usati intendo in due modi, l' uno de' quali è, che essi strumenti non siano per la loro antichità posti hora in opera: ma conseruati, per la forma loro diuersa da quella, nellaquale si fanno ordinariamente hora, come è un Organo fatto à Chiozzola, ò diciamo à uoluta, ouero à uite, con le canne tonde di legno di Busso, di assai notabile grandezza, et misura tutto di un pezzo à guisa de' Flauti: [Organo di legno fatto à Chiozzola, ouero à Voluta con le canne di un sol pezzo. in marg.] come anco uogliono molti, che sia (ma io non lo uoglio accertare altrimente) tutto il corpo dell' Organo.

Gratioso. Questo deue esser un bello strumento da uedere.

Alemanno. [Clauacembalo con tutti i tre Generi di Musica, secondo la mente di Don Nicola Vicentino. Don Nicola Vicentino rinouatore di tre generi Armonici. in marg.] L' altro modo è, che essi strumenti siano per la rarità loro quasi unici, si come un Clauacembalo grande, con tutti i tre generi Armonici, secondo la inuentione, et diuisione fatta di uentisei uoci Diatoniche in piu di centotrenta corde, con due tastami pieni di semituoni, ò tasti negri doppij, et spezzati, da Don Nicola Vicentino, sopranominato l' Arcimusico, per hauer egli rinouata la consideratione di questi tre Generi, di due de' quali non era homai piu memoria alcuna appresso, non sò s' io mi debba dire de gli huomini, ò solamente de' Musici pratici; [Musici Teorici hoggidì esserne pochissimi. in marg.] percioche de' Musici Teorici, ò specolatiui, de' quali hoggidì se ne trouano pochissimi, eglino sono, et sempre saranno; [Genere armonico esercitato, et non conosciuto. in marg.] Et dell' altro terzo Genere, che essi tuttauia essercitauano, non era da loro conosciuta la specie.

[-41-] Gratioso. Oh questi si, che si può dire strumento, che in se contenga pluralità di corde, poi che non solamente uiene à contenere tutte le corde ordinarie duplicate, et triplicate: ma tutti tre i generi Musicali, et debbe ueramente fare un nuouo udire, quando egli è sonato.

Alemanno. Lo fa certamente: Ma, come ui ho detto, egli non uiene, se non di rado usato per la gran difficoltà, che è parte nell' accordarlo, et accordato nel mantenerlo, parte nel sonarlo; [Testatura del Archicembalo, di Don Nicola Vicentino per la numerosità sua esser spauenteuole à sonatori, et accordatori. in marg.] percioche non è cosi ualente mastro accordatore, prattico, et sperimentato Organista di ualore, che non si spauenti quasi nell' esserli à quegli presentata cosi gran quantità di corde, à questi di tasti compartiti, com' ho detto, in due tastami con semituoni negri ordinarij, spezzati in due, et altri anco aggiunti; oltra che per ageuolare alquanto tal difficoltà fa bisogno al sonatore spesse uolte con una mano sola premere, e calcare de' tasti di amendue le tastature in vn tempo medesimo: et tal' hora anco fare l' istesso effetto in un punto con l' una, et l altra mano.

Gratioso. Se ho detto, che questo strumento, mentre è sonato, debbe fare un nuouo udire, et render una nuoua Armonia alle orecchie: nell' esser egli tasteggiato, debbe anco fare una nuoua uista à gli occhi.

Alemanno. Non si può dire altramente, et in questo, et in quello effetto: et massimamente nell Armonia all' hora che il Luzzasco Organista principale di sua Altezza, lo maneggia molto dilicatamente, con alcune compositioni di Musica fatte da lui à questo proposito solo. [Luzzasco organista principale del Serenissimo di Ferrara. in marg.] Ma se tal diuisione di Don Nicola sia poi teoricale, et ragioneuole, ò non, io non uorrei, che mi fusse addimandato.

Gratioso. E perche?

Alemanno. Perche dubito assai, ch' io non mi risoluessi à dire liberamente di non; stimandola io sin ad hora fatta cosi alla grossa da Pratico Aristossenico piu tosto, che da uero, et buono Teorico Tolomaico. Ma seguitiamo il ragionamento nostro dell' ordine tenuto, et osseruato da quei gentilissimi Musici del Serenissimo di Ferrara nel fare i lor Concerti.

Gratioso. Si di gratia; accioche mi passi uia tosto il gran prurito, che mi hauete mosso col raccordarmi questo Archicembalo, che cosi parmi, che l' autore istesso lo nominasse: ilquale ho sentito altre uolte mentionare, per cosa rara: et ueramente rara, poi che oltra questo, non sono se non dui tali Arciorgani cosi anco questi nominati da lui, uno in Roma fatto già fabricare dal Cardinale di Ferrara Felice memoria Zio di sua Altezza, et di esso Don Nicola benefattore, et patrone sotto la cura di lui: [Archicembali, et Arciorgani da Don Nicola Vicentino quanti, et doue si trouano. in marg.] et un' altro similmente fabricato, pur sotto la cura di Don Nicola in Milano, dou' egli poi morì l' anno seguente, doppo quello atrocissimo contaggio, che non solamente afflisse quella grande, et opulente Città: [Morte di Don Nicola Vicentino. Contaggio grandissimo in Italia. 1575. et 1576. in marg.] ma insieme con la stupendissima Venetia, Padoa, Mantoa, et altre importanti Città d Italia: ma seguite.

[-42-] Alemanno. In queste camere adunque, delle quali non uoglio, che aspettiate; però ch' io ui uada hora ogni particolarita descriuendo, si possono essi Musici, ò tutti, ò parte ad ogni loro piacere, et uolontà ridurre, et essercitarsi, come fanno, et sonando, et cantando; percioche ui sono oltre le compositioni Musicali seritte à penna molti, et molti libri di Musica stampati, et di tutt' i ualent' huomini in questa professione ordinatissimamente tenuti ne' luoghi à tal affetto deputati: [Camare, doue si essercitano i Musici del Serenissimo di Ferrara, fornite di strumenti Musicali diuersi, et di libri di Musica. Mastri ualenti prouisionati da sua Altezza, per tener ad ordine gli strumenti, et <fabricarne> de nuoui. in marg.] Et gli strumenti tutti sono sempre ad ordine, et accordati da poter esser presi, et sonati ad ogni improuiso: Et sono cosi tenuti da Mastri valenti, che li sanno et accordare, et fabricare eccellentissimamente: et sono da sua Altezza Serenissima perciò del continouo trattenuti, et prouisionati. Qual' hora adunque il Signor Duca Serenissimo Commanda al Fiorino suo Maestro di capella, et capo di tutte le Musiche dell' Altezza sua, cosi publiche, come priuata, domestiche, et secrete, che si faccia il Concerto grande, che cosi uien nominato, quel famoso Concerto da uoi allegato; [Fiorino maestro principale della Musica di sua altezza Serenissima. in marg.] ilquale non uien dalla Altezza sua quasi mai domandato, se non per occasione di trattenimento di Cardinali, Duchi, Principi, et d' altri personaggi grandi, de qual sia, si com' è quasi del continouo, splendidissima, et lietissima albergatrice, et io posso ueramente affermare, che non sia altro Principe in Italia, che usi, et uolontieri piu di lui questo atto di cortesia, et di liberalità, et magnificentia: Il Fiorino subito conferisse il commandamento hauuto dal Signor Duca, col Luzzasco primieramente, se egli non era presente à tal commandamento, come quasi sempre auuiene per l' assidua, et quasi commune dirò seruitù continoua loro; et poscia con tutti gli altri Musici cantori, et sonatori predetti, et oltra ciò fa sapere à ciascun Ferrarese, che sappia cantare, et sonare in modo, ch egli sia dal Fiorino, et dal Luzzasco giudicato sufficiente à poter intrauenire à tal concerto, che debba trouarsi alle camare della Musica, et iui con molta amoreuolezza intima à tutti il douer ritornare ad esse camare il giorno seguente, ò l' altro secondo ch' è, per far lungo indugio il Principe forestiero in essa Città, per cominciare la proua d' esso Concerto, nel quale entrano tutte quelle sorti di strumenti, che hauete narrato essere state poste hoggi nel Concerto da uoi udito, et forse alcune altre anchora, delle quali non importa couelle, ch' io mi uada hora rammentando, per non uolere diuisare io i partimenti de' Chori di quello. [Proue, obedientia, et attentione usate nel gran Concerto di Ferrara. in marg.] Fattane adunque, non solamente una et due: ma molte proue; nelle quali standosi con somma obedientia, et attentione, non si ha mira ad altro, che al buono accordo insieme, et alla unione maggiore, che sia possibile, et perciò senza rispetto alcuno: [Gratiosa modestia del Maestro di capella nell' amonire, et auertire i Musici del gran Concerto. in marg.] ma però con gratiosa modestia ogn' uno uiene, qualhora occorra auuertito, et ammendato dal Maestro di capella: et per tal effetto ancho tal' hora [-43-] con benignissima, et serenissima fronte, et fratelleuole maestà si trasferisce in persona il Signor Duca, et ascoltandoli dà souente loro col suo perfettissimo giudicio quegli auuertimenti efficaci, et sani ricordi: [Il Signor Duca di Ferrara trasferirsi in persona ad udir la proua del gran Concerto. in marg.] che sono necessarij, con inanimarli, et insieme à portarsi bene, et à farsi honore: Onde al tempo constituito da sua Altezza, uengono essi poscia concordemente à far tal Concerto nel luogo ordinato, con sommo diletto, et piacer infinito del Principe forastiero diuenutone ascoltatore, et di tutti gli altri personaggi circonstanti, per la molto marauigliosa seguitane sua Armonia; la qual' è veramente tanta, et tale, che la relatione fattane della fama è di gran lunga minore del proprio effetto. [Marauigliosa armonia del grande Concerto di Ferrara. in marg.]

Gratioso. Questa uostra conchiusione messer Alemanno, parmi, che dirittamente si opponga, et sia del tutto contraria à quanto mi diceste de' concerti tali, quando incomminciamo à ragionare di <quello>.

Alemanno. Le cose, che paiono, come si dice, non sono; La onde se questa, che à uoi pare, ueramente non sia, non ui ha certamente da esser molto gran cosa; percioche non solamente io non ho fatto di questo gran Concerto (le ho però sappiuto lasciarmi bene intendere, et spiegare appunto con chiarezza, quanto io ne ho nell' animo) conchiusione, laqual sia contradicente in qual si sia minima parte à quello, ch' io de' Concerti sò d' hauerui affermato: quando primieramente ne principiamo à fauellare: ma ne anco conchiusone cosa alcuna: ma narratoui solamente il modo, colquale si procede da quei Musici giudiciosi in effettuare esso gran Concerto, et laudatolo, non quanto è il giusto, et douuto: ma quanto possono le debili forze di questa mia lingua, laqual hora perciò ben farà questa uera, et ferma conchiusione ad honore di quello, et sarà (se non m' inganno) conformissima alla già primieramente da me fatta de' Concerti Musicali, che tutti coloro, che si metteranno à far simili concerti di Musica, con tanti diuersi, e di tante uarie specie di strumenti Musicali, [Essempio uero del far nobili concerti Musicali. in marg.] et non pigliaranno il uero essempio della concorde frequentia, et dello unanime interuento di quei <gentilissimi>, et eccellenti Musici di Forrara in esso gran Concerto; [Gran concerto di Ferrara non esser mai fatto all' improuiso ne di ogni compositione. in marg.] ilqual non si fa mai di altra compositione, che di una delle due fatte à questo solo tale effetto, una del già Alfonso dalla Viuola, l' altra del Luzzasco: non faranno mai cosa, che si auuicini al buono accordo: et che per cosi rendere gran dilettatione a' giudiciosi, et intelligenti ascoltatori possano da quelli meritarne laude; [Frequentare insieme de Musici, et instrumenti fa grandemente perfettare l' armonia. in marg.] imperoche il frequente, et quasi dirò continouo conuersare cantando, et sonando insieme de' Cantori, et Sonatori fa grandemente perfettare quella unione, ò per forse dir meglio, scemare, et minuire quella molta imperfettione del mescolamento di tante uarie specie di strumenti insieme, che è necessaria alla deriuatione, et nascimento della ricercata Armonia; per [-44-] la qual uengono ueramente gli animi delle genti ascoltatrici à godere dell' aspettato piacere, et diletto.

Gratioso. Se è uero quello, che communemente si dice, cioè, che ogni cosa nuoua piaccia, come può stare, che questo gran Concerto essendo fatto come uoi dite sempre esser fatto di una delle due compositioni à tale effetto composte, et forse anco sempre concertato nel medesimo modo, et con l' istesse persone, et con gl' istessi strumenti.

Alemanno. Cosi stà.

Gratioso. Possa rendere alcun, non che si gran piacere, et diletto alle genti ascoltatrici?

Alemanno. Vna risposta: et forse anco due, ui darò io: et Aristotele ue ne darà due altre. La prima delle mie è questa, che si ben si dice, che ogni cosa nuoua piace, non per ciò si toglie, che le cose uecchie non possono anco piacere. L' altra mia risposta è, che nuoua rispettiuamente è quella cosa sempre, che ella non sia stata altra uolta ne ueduta, ne intesa, ne udita da chi la uede, et intende, et ode.

Gratioso. E' uerissimo.

Alemanno. A quel Principe adunque, ò Cardinale, ò personaggio altro tale importante, che ode esso Concerto, per non l' hauer esso udito mai piu uiene ad esser nuouo; et per conseguenza à renderli, come cosa nuoua piacer grandissimo, et diletto.

Gratioso. Non si può negare.

Alemanno. [Problemata 5. et 41 della 19. settione in marg.] Le risposte poi d' Aristotele, lequali io lessi già ne' Problemata risguardano la persona, c' ha piu uolte udito esso Concerto, sono queste, che noi siamo soliti ad ascoltare, con maggior soauità quella cantilena, che noi conosciamo, che quella di che noi non habbiamo cognitione: ò perche quando la cantilena è conosciuta da noi molto meglio all' hora ella ci apparisce; perche si conseguisce il fine, à similianza del riguardante, onde si faccia piu soaue la contemplatione: ò pur perche auuenga, che l' ascoltatore senta il commouimento insieme co colui, che isprime la manifesta, et conosciuta cantilena: come quegli, che canti sotto uoce qualche cosa, et si faccia compagno al cantante: et ciascun suole, con sicurezza, et allegramente cantare, s' egli da qualche necessità non è sforzato fare altramente: et à ciò soggiunge egli, che è molto piu soaue alle orecchie una cosa solita, che una insolita. Et è per ciò molto bene in uso anco à questi nostri cosi corrotti tempi doppo l' essersi cantata una cantilena nuoua il farne subito cantando replica: come di quel gran Concerto accostumano sempre di fare quegli accorti, et giudiciosi Musici; onde et in loro, et ne gli ascoltanti si accresca maggiore il piacere, et il diletto; poi che anco si dice, che le cose buone spesse uolte replicate sogliono maggiormente piacere, et dilettare. [Oratio Flacco presso il fine della sua Poetica. in marg.] [-45-] Tenete adunque per massima, et firmissima conchiusione, che niuna cosa sia piu atta, et piu efficace à scemare, et minuire, come hò detto, la grande imperfettione di tai Concerti, et per conseguente à produrre l' aspettato piacere, et diletto, che la frequente, et concorde conuersatione de' cantori, et de' sonatori insieme.

Gratioso. Io lo credo: et lo tengo per uerissimo; percioche mi ricordo prima, che le seditioni, et i tumulti, et finalmente le guerre ciuili cominciassero à turbare la bella, et fertilissima Francia, ad arderla, et à consumarla, si com' ella homai arsa, et distrutta si truoua affatto: et similmente prima, che la Fiandra troppo arditamente pigliasse l' arme incontra al uero, et legittimo suo Cattolico Principe: et che gran parte dell' una, et dell' altra (ch è peggio) si scostasse dalla uera Religion Christiana: et che si togliesse con le sue Vgunotterie, et Caluinarie per isfogare: come il buon Poeta disse il suo accerbo despitto, dal sacro santo grembo della Chiesa Apostolica Romana, et appostatarsi, dirò così, dal Santissimo Vicario di Giesu Christo in terra: onde ne è successa la loro uniuersale meritata ruina. Mi ricordo, dico, che da quelle due prouincie, et nationi scaturiuano, come da due uiui, et profluuosi fonti del canto molte compagnie, lequali parte per diuotione di uisitare molti luoghi santi in Italia: [Compagnie di cantori Oltramontani in Italia. in marg.] parte insieme per curiosità di uedere le antichitadi, et i segni, cosi delle passate, come gli effetti delle presenti grandezze di Roma, andauano il lor peregrinaggio allegerendo, et à quello anco souenendo col cantare alla mente di quelle aerose canzoni francesi hora à tre, hora à quattro, et hora à cinque, con tanta sonorità di uoci, et con si lieta maniera, che le genti, che gli udiuano, correuano per le strade, come adescate da quel diletto ad ascoltarli, et à donarli uolontieri: Et essi erano quasi sempre i primi apportatori in Italia delle piu belle, et delle migliori canzoni: che da' Fiamenghi, et da' Francesi fussero all' hora composte in Musica: [Padouani compagni de primi comedianti, quali cantauano naturalmente con gran diletto de gli ascoltanti. in marg.] Il simigliante mi souiene anchora esser ne' tempi medesimi auuenuto di alcuni Padouani, che à quei primi comedianti; i quali de' Gianni, et de' Cantinelli, e donne Sostanze. furono gl' inuentori rappresentando le persone, i panni, i gesti, i costumi, et le sciocchezze di quelle su le scene per danari, in tutte le città d' Italia, seruiuano per trattenimenti, et intermedij à gli atti delle comedie, cantando ad aere di quelle loro Pauane, con grandissima uiuacitade, et con tale unione essendo tutti di bonissima uoce, che gli spettatori, se bene sentiuano sommo diletto delle comedie, desiderauano però grandemente il fine de gli atti, per udire il piaceuole canto di coloro; [Comedianti primi molto accorti, et auueduti in marg.] onde i comedianti auuedutisi, anzi certificatisi di ciò, come accorti faceuano tall' hora nascere per entro le comedie occasioni di far mattinate sotto le fenestre delle innamorate, talhora nel fine delle comedie far gli sposalitij in publico con balli, suoni, et canti.

Alemanno. Tutto è uero, et certo: et se bene ho fisso nella memoria quelli, et questi non ho però uoluto interrompere il uostro rammentarlo, con affermar [-46-] subito, che cosi fusse stato, sentend' io piacer grandissimo del molto piacer, che dimostrauate apparentemente tale esser in uoi nel cosi raccontarlo: Et hora non per interromper tal diletto uostro: [Concerto in Bologna di persone sopradette Riuaruoli. in marg.] ma piu tosto per confirmarlo, et accrescerlo uoglio anchora io narrarui di un' altro simile Concerto di una lieta brigata in quei tempi medesimi, et anco assai prima, la quale hauendo ciascuno di essa atteso tutto il giorno alle sue proprie facende, la sera si riduceuano insieme, et stauano prima essercitandosi nel canto di certe loro canzoni poscia concordemente usciuano di casa, et per alcune hore della notte, quando inanti la cena, et quando dapoi, et quando appresso il far del giorno andauano per la citta uagando, et salutando con esse diletteuolissime loro canzoni hor questo, hor quello, hor quell' altro amico, et amiche; i quali ne restauano consolatissimi: [Vnione et frequentia causa della perfettione dell' Armonia. in marg.] et era tale, et tanto il desiderio loro di perfettare questa sorte d' Armonia con la unione che oltre che per ciò ne uolessero spessissime uolte gli auuertimenti conueneuoli dal Maestro di capella del Duomo, musico in quei tempi molto principale, non raffinauano giamai di amonirsi amoreuolmente trà loro de' proprij diffetti, et finalmente con lo stare stretti, con le persone insieme, et inuolti quasi ascosi ne' manti cosi al buio dimostrauano, che si come essi stauano quanto piu poteuano co' corpi uniti; de quali ne haurebbono certo uoluto poter fare un solo; parimente bramauano di far à loro potere una vera unione delle loro uoci respettiuamente; onde ne hauesse à nascere un' armonia, dirò, quasi celeste. Et di ciò veramente essi haueuano un certo giubilo, e una certa gonfiezza honesta, che uolontieri ascoltauano coloro, che de' canzoni alla riuaruola alle loro canzoni, et à loro stessi di riuaruoli dauano nome; Ne senza ragione però veniuano costoro cosi nominati; percioche essi non essendo in uero di molto alta conditione habitauano quasi tutti lungo le ripe del canale del Reno; il qual correndo passa per la parte della Città di Bologna posta uerso il tramontar del Sole. Hora à queste humili laiche congregationi, di che habbiamo fatto hora mentione, giouami di soggiungere uno nobilissimo, e altiero mostro del far questi tai Concerti di Musica; ne' quali intrauengono queste tante sorti, et specie diuerse di strumenti in tutta quella somma perfettione, che la imperfettione humana, et terrena li può fare: [Concerto Musicale in somma perfettione. in marg.] et sarà non uoglio già dire il zuccharo in sù le uiuande; percioche sono molte uiuande, le quali non solamente, non lo ricchiedono: ma l' abboriscono, ne uorrei tal uolta, che questo nostro Oioapotrito per mala fortuna fusse una di quelle: ma dirò bene per chiuder la bocca al sacco pieno di queste molte nostre castagne: Et ecco appunto, che suonano le uentitre hore; le quali ci ricordauo, et ammoniscono à douer por fine à cosi lungo nostro cicalamento: poi che à quest' hora le Cicale istesse, hauendo cicalato tutto il giorno, per l' ordinario anche' esse sogliono lasciare il fastidioso loro cicalare.

[-47-] Gratioso. E qual può esser mai questo Concerto? bisogna bene, ch' egli sia d' una marauigliosa eccellentia: et se non è di quei de Filarmonici io non saprei giamai appormiuici.

Alemanno. Bisogna certamente, che egli sia d' una stupenda non che marauigliosa eccellentia, com' io ui posso affermare, et ui affermo, et confermo, ch egli è ueramente; percioche mi è uenuto in gratia d' hauerlo, non solamente potuto udire, et la prima delle molte uolte per farmene particolar fauore: ma uedutolo componere, et concertare effettualmente insieme quella, et per lo meno un' altra uolta; Onde à me non parea, che le persone, che in esso Concerto ordinariamente intrauengono, fussero creature humane, et corporee: ma spiriti ueramente Angelici. Ne ui andaste miga imaginando, ch' io uolessi intender ciò per lasciuia de' uolti, et lautezza de' uestimenti, e panni loro, che sareste grandemente errato; percioche se non modestissima gratia, et habiti piaceuoli, et portamenti humili, in loro si scorge.

Gratioso. Voi mi fate con questo parlarmi cosi Anfibologicamente girandolare, ui sò dire col pensiero à uoglia uostra; perche pur uorrei uedere, s' io potessi dare in brocca qual Concerto questo si sia. Ma non posso fermarmi in luogo alcuno; perche s io penso à Filarmonici, sento che non ui quadrano molto bene le parole, che uoi hauete proferito nel genere feminile, se poi le applico alle tre nobilissime Dame della Signora Duchessa Serenissima di Ferrara per la musica sua secreta; perche ne diuersità grande, ne molta quantità di strumenti musicali possono esse ne' Concerti loro adoperare: e maggiormonte impiegando sempre le sonorissime, et suauissime voci loro nel canto, io non sò che deliberarmene.

Alemanno. Si come uoi potete assicurarui, che per non hauer io giamai ne udito, ne ueduti i Concerti de gli Academici Filarmonici, se bene io credendo alla gran fama del lor ualore stimi ueramente, che quelli siano corrispondenti allo academico nome loro, che di amatori dell' Armonia ha significato: [Academici Filarmonici laudati. in marg.] Io non debba di quelli in modo alcuno parlare: et uoi esser per ciò sicuro, che questo Concerto non sia de' suoi, posto anchora, ch' io con parole del genere Maschile ue ne hauessi toccato: le quali però, se ben sono state proferite veramente sotto il genere feminile hanno però relatione ad alcun' altre; le quali hanno anchora in se forza Maschile, parimente potete esser certissimo, che di quelle tre Dame, anzi di quei tre ueri, et uiui simulacri delle tre Gratie io non intenda, che sia il Concerto, se bene posso testificarne per essermi stato anco piu d' una uolta, mercè della somma clementia, et benignità di quelle Altezze Serenissime, conceduta gratia di poterlo e uedere, et udire: [Dame della Serenissima Duchessa di Ferrara, per la Musica sua secreta ueri simulacri delle tre Gratie. in marg.] essendo che tai Concerti non sono di quella qualità, si come bene hauete uoi detto, che ui ha mosso per la molta uarietà de gli strumenti, che ui concorre, à commandarmi, che di quelli ui ragioni.

Gratioso. Qual può dunque esser questo Concerto?

Alemanno. Non ui struggete di gratia più per questo Signor Gratioso: et se uoi ui [-48-] affligete solo per uoler indiuinare qual Concerto sia questo, come ui struggereste uoi uedendolo primieramente componere, et concertare insieme, con tanta uenustà, con tanta gratia, et con tanto silentio; onde ui parrerebbe certo ò di sognarui, ò di ueder qualche uno di quegli imaginati incanti della maga Alcina, ouero altretante di quelle bambine tedesche; lequali per forza di fascie di acciaio temperate, uanno sù per le tauole sonando quegli strumenti, che sono stati loro accommodati da' suoi ingegnosi fabricatori.

Gratioso. Deh Iddio, che queste pur deuono esser Donne.

Alemanno. Et poi finalmente udendo la suauissima Armonia, che risuonano in quelle uoci angeliche, e quei strumenti toccati con tanto giudicio, e con tanta discretione.

Gratioso. Queste son Donne certo.

Alemanno. [Descrittione di un nobile, et eccellentissimo Concerto di Musica. in marg.] Esse indubitatamente son Donne, et uedendole uoi venire (che uenire dirò piu tosto che andare, cosi parendomi di esserui hora presente) al luogo, dou' è preparata una lunga tauola; sopra la quale da un capo si troua un clauacembalo grande, uoi le uedreste entrare ad una, ad una, pian piano reccandosi con seco ciascuna il suo strumento, ò da corde, ò da fiato, che egli si sia; percioche di tutte le maniere esse ne essercitano, et accostarsi à quella tauola ponendosi, senza fare alcun minimo rumore nel suo debito luogo à sedere quelle, che à sedere hanno da adoperare gli strumenti loro: [Silentio, et obedienza esser, non solamente di grandissimo decoro: ma di grandissimo agiuto alla perfettione de Concerti. in marg.] et l' altre restare in piedi. Vltimamente la Maestra del Concerto assidersi dall' altro capo di essa tauola, et con una lunga, et sottile, et ben polita verghetta à lei già dauanti apparecchiata, poi che ha ueduto, et chiaramente conosciuto tutte le altre sirocchie esser in acconcio dar loro, senza strepito alcuno segno dello incominciare, et d' indi poi seguentemente dalla misura del tempo; [Procedere della Maestra di un nobile Concerto di Musica. in marg.] alla quale esse hanno in cosi cantando, et sonando da obedire: Et in questo punto io sono certissimo, che uoi direste, come dissi anchora io in tale instante col gran Poeta Mantoano, che ciò replicatamente disse nel suo gran Poema. [Nel 7. presso il fine, et nel 10. quasi nel principio del Aeneida. in marg.]

Pandite nunc Aelicona Deae Cantusque Mouete.

Et udireste certamente uscirne un' armonia tale, che ui parrerebbe, ò d' esser uoi stesso rapito colà, Od Elicona, insieme con tutto il coro delle Muse cantanti, et sonanti esser stato trasportato costà.

Gratioso. Voi mi state poi a dire, ch' io non mi affliga, et ch' io non mi strugga, et tuttauia somministrate causa maggiore: ond' io maggiormente habbia da affliggermi, et da struggermi per intender prestamente, doue sia questo Elicona, et quali siano queste Muse: ditemelo homai, se non uolete ch' io mi spasimi.

Alemanno. Horsù Parnaso vi sarà Ferrara; Elicona, et Santo la Chiesa di san Vito; et le sacre Muse quelle Reuerende Monache.

Gratioso. Adunque le Monache di San Vito in Ferrara fanno tai Concerti?

Alemanno. Tal è la pura uerità: et se uoi haueste auuertito alla parola, ch' io ui dissi nel principio di questo mio rapporto, haureste conosciuto, ch' altre persone, [-49-] che religiose non poteuano esser queste; Et se poi ne dimandarete mai all' Vuert, allo Spontone, al Reuerendo padre Porta, al Merulo da Correggio musici degnamente reputati principalissimi di questa nostra moderna Musica, et ad alcuni altri tali, che sono capitati in Ferrara in quel tempo anco medesimo, ch' io ui era: sono sicurissimo, che ue ne faranno questa medesima, et forse anchor piu ampia fede.

Gratioso. Parmi gran cosa di non ne hauer mai piu sentito parlare: Ma deue per auentura esser cosa nuoua: et opera del Fiorino, et del Luzzasco, come quei, che ui hanno maniera, per rispetto del lor gran Concerto.

Alemanno. [Perfettione della concordanza ne Concerti nascer dal lungo conuersare insieme de cantori, et sonatori. in marg.] Come cosa nuoua? Ella non è altrimenti cosa nuoua: Ma s' io ui dicessi delle decine, et delle uintine de gl' anni, non errarei: et di quindi in grandissima parte si può conoscere, che nasca quella perfettione cosi grande della concordanza loro. Ne il Fiorino, ne il Luzzasco, se bene amendui sono appresso quelle in molto honore, ne altro musico od huom uiuente ui ha parte ne di opera, ne di conseglio ordinario: et ciò si fa tanto piu marauiglioso, anzi stupendo à ciascuno, che si diletta della Musica.

Gratioso. Bene stà quant' all' uniuersale de' suoi concenti: ma quanto al particolar dell' apprender il modo del cantare, et piu del sonare gli strumenti, et massimamente da fiato egli è, dirò, quasi impossibile il potersi fare, senza maestri: Ma facilmente esse non deuono essercitare Cornetti, et Tromboni, cosi per esser de' piu difficili instrumenti musicali, come per esser Donne.

Alemanno. [Strumenti da fiato usati ne Concerti da Donne religiose, con gran marauiglia di professori eccellenti di quelli. in marg.] Anzi che l' uno, et l' altro di questi strumenti è da loro usato duplicatamente quasi sempre nelle Musiche, che esse fanno ordinariamente in tutti i giorni delle feste dell' anno: et li suonano con tanta gratia, et con si gentil maniera, et con tale giusta, et sonora intonatione delle uoci, che sin coloro, che sono stimati eccellentissimi in tal professione, ciò confessano esser cosa incredibile à chi non l' ode, et uede. [Giudicio grande nel far passaggi sonandosi le Cantilene. in marg.] Et i passaggi loro non sono di quei cosi tritellati, et cosi furosi, et continouati, che guastino, et che distruggano l' aere principale, che si è sforzato ingegnosamente di dare quel ualente componitore alla sua cantilena, che uien sonata: ma sono à tempo, et luogo con si leggiadra uiuacità tirati, che à quella rendono ornamento, et Spirito grandissimo.

Gratioso. Io stupisco: io trasecolo ueramente: Ma chi ammaestra in somma le principianti? E' pur necessario à uoler mantenere almeno, se non accrescere questo cosi chiaro splendore de' Concerti Musicali, che ui sia chi se ne prenda cura, et sia anco intelligente, ed esperto di modo che possa ammaestrare, si come ui è chi lo fa con tanta prudentia, et destrezza essercitare.

Alemanno. Quella medesima, che è regitrice de' concenti è Maestra anchora à tutte le principianti cosi nel cantare, come nel sonare: et con tal decoro, et [-50-] grauità della persona sua ha sempre proceduto, et procede in questo officio, che di eguale, che è loro, quelle uolontieri si contentano di riceuerla, et tenerla per superiore, amandola, et obedendola, temendola, et honorandola sommamente.

Gratioso. Raro, et nobile intelletto conuien che sia cosi questa nel reggere et ammaestrare, come quegli altri retti, et ammaestrati, et maggiormente se il numero loro e molto, in questa professione della Musica.

Alemanno. Giungeuano, se bene mi racordo, al numero di uentitre quelle che entrauano all hora nel gran Concerto loro; ilqual non fanno anchora esse, se non à certi tempi, come di solennità grandissime della Chiesa, ò per honorare le Serenissime Altezze de Prencipi suoi, ò per gratificare ad intercessione, ò del Fiorino, ò del Luzzasco, ò di autorità de' loro superiori qualche famoso professore, ò nobile amatore della Musica: ma non già mai all' improuiso, ne in fretta, ne di tutte le compositioni. Si come anco ui dissi del gran Concerto Ducale: ma delle giudicate solamente acconcie ad esser concertate: et non come uedo, et intendo, che ne' Concerti loro fanno i nostri, che uoi non uolendoli chiamare emuli, ò concorrenti à questi nominaste, per non dire anco simie, imitatori: cosi uolendo eglino mostrarsi pratichissimi, sicurissimi, et eccellentissimi: onde, quando non intrauenga loro di fare altro errore, essendo che pur molti errori si commettano in cantando: [Problemata 44. settione 19. in marg.] et per ciò quella mescolanza (et hora parlo per bocca di Aristotele) che deriua dalle buone, et dalle cattiue operationi, necessariamente conuien, che sia peggiore assai: gli interuiene quello della discordanza, la quale non solamente, per ciò è tall' hora tanta, che offende bene, et spesso l' udito sin di coloro, che di Musica non hanno intelligenza, ò cognitione, non che de' pari uostri giudiciosi, a' quali conuiene partirsene mal sodisfatti, et quasi introniti: ma per quella prosontuosa audacia di uolersi, non dico alcuna uolta qualcuno: ma quasi del continouo, et tutti mouersi, come à garra in un tempo medesimo à far passaggi: [Mouimenti de' sonatori nel far passaggi in un tempo medesimo esser cagione di molti disordini, et perche. in marg.] Et tal' hora per maggiormente mostrare il loro ualore tanti lontani dal contrapunto della propostasi compositione Musicale, et tanto intricati perciò di disonantie trà loro, che sforzatamente ne succede una insupportabile confusione; la quale tanto maggiormente si accresce all' hora, che anco quelli (e uedete di gratia sin dou' è giunto questo capriccio, et questa frenesia) che essercitano la parte graue, e bassa, non si ricordando, per lasciar di dir non sappendo, che ella e la base, et il fondamento, sopra ilquale è stata fabricata quella cantilena: [Basso, ouer porte graue esser la base et fondamento delle altri parti della cantilena, et perciò douersi cantare et sonare, come à punto è stata formata dal suo componitore. in marg.] E che non istando egli fermo, et saldo tutta quella fabrica conuiene, che uada sossopra, si pongono sù grilli de' passaggi, et si lasciano da questo particolare diletto loro tirar tanto oltre, che non solamente passano nella [-51-] parte de' Tenori: ma giungono à quella de' Contr' alti: et non li bastando, quasi à quella de' soprani: <inarborandosi> di maniera alla cima, che non ne possono scendere, se non à rompi collo.

Gratioso. Cauallier Napolitano, che è di te?

Alemanno. Intanto l' altre parti uanno uacillando, con esser in pericolo grandissimo di andare tutte à terra, senza speranza di poter hauer soccorso.

Gratioso. Tra tutte le cause, che da gli strumenti, et da' sonatori di quelli procedere uoi mi hauete hoggi narrato, sia per poter produrre gli effetti delle discordanze, et delle confusioni, che si odono in questi nostri Concerti, io non istimo, che sia la piu potente, et la piu efficace di questa de passaggi indebitamente molte uolte fatti, senza pensata consideratione. [Contrapunti fatti alla mente, et all' improuiso sopra il canto fermo produrre piu tosto confusione, et disonantie, che diletto. in marg.] Et ciò mi conferma l' essermi hora souenuto di hauer udito simil discordanze, et confusioni esser fatte da' Cantori nelle Chiese contrapunteggiando alla mente sopra i canti fermi de gli Introiti, che tal uolta diuiene quasi, odiosa, et ridicolosa insieme.

Alemanno. Crediate pur certo, che se è molto difficile il far bene una cosa, che si faccia pensatamente, et riposatamente, che molto piu facile sia il farla male, facendosi quella impensatamente, et frettolosamente: [Poco gusto de cantori et de sonatori moderni nel far le Musiche loro. in marg.] et aggiungeroui, senza alcun gusto dell' operante, come parmi conoscere chiaramente, che hoggidì facciano quasi tutti questi nostri cantori, et sonatori: Testimonio di ciò ne sia, che non si tosto sono, dou' essi hanno da esser à far Musica, che subito, se bene hanno tardato à comparirui, uorriano spedirsi per andare altroue; Et mentre sono à cantare, ò à sonare, se possono cianciano, ridono, et burlano, con altri, che loro siano uicini. Et che più? cantato, ò sonato, che hanno una sol uolta, strappacciatamente anchora, qual si sia buon Madrigale, ò Motetto: di quello non ne uogliono altro. Et con questo ui lascio alla buona sera.

Gratioso. Felice successo, et adempimento del mio buono augnrio, pur è stato questo, come io ueramente lo sperai, pregoui caldamente messer Alemanno à fauorirmi di rimaner meco à cena.

Alemanno. Il fauor sarebbe il mio signor Gratioso, ma ue ne ringratio.

Gratioso. Ricordateui di hauermi à pagar domani il debito da uoi contratto hoggi meco del Monacordo.

Alemanno. Non mancarò, uiuetene sicuro.

IL FINE.